Come creare una collezione di scarpe e borse alla moda?

Le basi per creare un brand di scarpe e borse e una collezione

Come creare una collezione di scarpe e borse: le basi dello sviluppo di un brand

Arriva sempre un momento, dopo aver frequentato un corso di design, in cui nel cuore di un designer nasce una domanda spontanea: come trasformare un’idea in un vero brand, in una collezione capace di parlare di me e di guadagnare uno spazio in un mercato competitivo ed affollato come quello della moda.

I docenti del corso Sviluppo Collezione Scarpe e Borse di Arsutoria School hanno raccolto una serie di riflessioni e preparato alcuni consigli frutto di tanti anni di esperienza nel settore per chi desidera creare o sviluppare un brand e dare forma ad propria visione imprenditoriale.

Per creare un brand e una collezione di accessori, oltre alle abilità di design a mano e digitale, serve curiosità, passione e il desiderio di capire come funziona davvero il mondo del prodotto, da ciò che ispira la creatività fino alle strategie che rendono un’idea concreta e riconoscibile.

Se ami disegnare, se hai un progetto nel cassetto o se semplicemente vuoi capire come il fashion marketing possa aiutarti a dare struttura e senso alle tue intuizioni, qui troverai spunti, metodo e ispirazione.

Il fashion marketing come mappa del mondo moda

Capire il fashion marketing significa andare oltre le regole del mercato e leggere le dinamiche che collegano creatività, strategia e comportamento dei consumatori.

Per orientarsi in questo mondo complesso abbiamo voluto raccontare quattro aspetti fondamentali presenti nei più grandi marchi di moda:

  • Per orientarsi in questo mondo complesso abbiamo voluto raccontare quattro aspetti fondamentali presenti nei più grandi marchi di moda:

La relazione tra brand e cliente: il fashion marketing nasce dalla capacità di costruire una relazione di valore: comunicare ciò che un marchio rappresenta e trasformare un’idea in desiderio, valore e riconoscibilità.

Pensa a quei marchi che non vendono solo prodotti, ma un vero e proprio stile di vita — dove ogni collezione racconta una storia in cui il cliente si riconosce.

  • L’equilibrio tra creatività e strategia:

Mel mondo della moda, l’ispirazione da sola non basta: ogni idea deve essere sostenuta da una visione chiara e da un piano interno ed esterno. Ad esempio: definire obiettivi e priorità, capire a chi ti rivolgi, quali valori vuoi comunicare e come tradurli in una collezione.

  • Il ruolo delle tendenze e della ricerca:

Le tendenze non nascono dal caso, sono il risultato di un’osservazione attenta dei cambiamenti culturali, dei comportamenti e dei linguaggi visivi che definiscono il presente.

Centri di ricerca come Arsutoria Studio e il team editoriale della rivista Arsutoria, attiva dal 1947, trasformano questi segnali in tendenze divise per ogni stagione.

Se ti stessi chiedendo come le tendenze possano influenzare la creatività, pensa a quei marchi che sanno anticipare i trend prima che diventino mainstream, creando nuovi codici visivi che influenzano l’intero settore.

  • L’identità come punto di arrivo:

Un progetto diventa davvero riconoscibile solo quando possiede un’identità chiara.
Un brand non è soltanto un nome o un logo, ma un mondo coerente di valori, stile e significato che dà voce a tutto ciò che il marchio comunica e rappresenta.

Oltre il logo: l’anima di un brand

Creare un brand significa dare forma a un mondo coerente, in cui ogni dettaglio — dall’immagine alla comunicazione, dal linguaggio al design — trasmette un messaggio chiaro. Un brand forte non vende prodotti, ma significati: emozioni, aspirazioni, sogni.

Alla base di questa coerenza ci sono tre pilastri fondamentali:

  • La visione, ovvero l’idea di futuro che il brand vuole realizzare;
  • La missione, che definisce come raggiungere quella visione attraverso le proprie azioni;
  • I valori, i principi che guidano ogni scelta, dal design alla comunicazione.

I nostri docenti ritengono che un brand di accessori si costruisca pensando a lungo termine, nel tempo attraverso la coerenza e la capacità di rinnovarsi senza perdere la propria essenza.

Ecco perché nelle aule di Design di Arsutoria per sei settimane gli studenti si concentrano sull’immagine e sul messaggio, allenando lo sguardo a cogliere ciò che rende un brand unico e capace di resistere alle sfuggenti ‘mode del momento.’

Il profilo del nuovo consumatore

Nessun brand può esistere senza il suo interlocutore: il consumatore. E’ importante conoscerlo davvero, non attraverso etichette demografiche, ma analizzandone i comportamenti, le abitudini, i valori e gli stili di vita.

Il consumatore di oggi non cerca solo prodotti, ma esperienze. Vuole sentirsi parte di qualcosa, riconoscersi in ciò che acquista, trovare coerenza tra i valori che comunica e quelli che vive. È informato, critico, consapevole, e connesso

Capire le sue scelte significa capire la società contemporanea e imparare a parlare un linguaggio nuovo, fatto di empatia, curiosità, trasparenza e immediatezza.

Nel mondo del fashion design, cos’è una collezione?

Il nostro coordinatore di Design e Collection, Valentino Parlato lo definisce con una metafora sull’ arte: una collezione è come una galleria d’arte, ma al posto di quadri e sculture espone la visione di un designer attraverso prodotti, materiali e forme.

Ogni scarpa o borsa diventa un capitolo di una storia, contribuendo a costruire un racconto coerente e riconoscibile.

Tutto parte da un tema centrale, ispirato a emozioni, epoche, paesaggi o idee, che stabilisce il tono generale, la palette colori, le texture e le proporzioni.

Una collezione ben costruita non è mai un insieme casuale di modelli, ma una narrazione visiva che esprime un punto di vista preciso.

Come creare una collezione partendo dalla ricerca di ispirazione?

L’ispirazione è la scintilla da cui nasce ogni collezione e costruisce il vocabolario visivo del designer e rende unico il suo linguaggio. Può provenire da qualsiasi cosa: un’opera d’arte, una canzone, un viaggio o un ricordo.

MariaCristina Rossi, docente del corso Sviluppo Collezione Scarpe e Borse, consiglia di lasciarsi ispirare da arte, musica e moda: tre linguaggi che si influenzano, si contaminano e si arricchiscono reciprocamente. L’arte insegna a osservare, la musica a percepire ritmo e atmosfera, la moda a tradurre tutto questo in forma e materia.

Un altro tema fondamentale che segnala MariaCristina è la sostenibilità, intesa non come semplice tendenza ma come responsabilità e visione per il futuro.
Se osserviamo i brand di moda sostenibile notiamo che si parla di etica, di materiali, di impatto sociale e ambientale perché capire la sostenibilità significa imparare a progettare con rispetto e lungimiranza, costruendo un’estetica che duri nel tempo.

Ad esempio, la differenza tra recycling e upcycling, due approcci complementari che valorizzano il riuso in modo diverso:

  • Recycling: trasforma i materiali di scarto in nuove materie prime
  • Upcycling: restituisce nuova vita e funzione agli oggetti esistenti, esaltandone il potenziale creativo

In entrambi i casi, ciò che potrebbe sembrare un limite diventa un’opportunità per innovare, promuovendo un design più consapevole e orientato al cambiamento.

Business functions e il lavoro di squadra

Arriviamo alla fase in cui la teoria incontra la pratica: le business functions e il merchandising plan. Ogni collezione nasce dall’incontro tra creatività e organizzazione, tra chi immagina e chi rende possibile. Ogni funzione contribuisce a trasformare un’idea in un progetto coerente.

Anche nelle realtà più piccole, ogni ruolo è fondamentale: ciò che fa la differenza è la visione condivisa, il lavoro di squadra e la chiarezza degli obiettivi. Un brand cresce e si consolida solo quando tutte le persone coinvolte remano nella stessa direzione.

Dietro una collezione, infatti, c’è sempre un ecosistema di competenze costituito da Il direttore creativo, il designer, l’illustratore, Il modellista (pattern maker) e altre figure.

Corso Design e Sviluppo Collezione

Perché ogni progetto di successo nasce sempre da un’idea forte — e da chi ha il coraggio di trasformarla in realtà” MariaCristina Rossi, docente del corso Sviluppo Collezione.

Il nostro corso di Shoe Desing e Bag Design di 15 settimane prevede un metodo che integra intuizione e metodo per dare forma tangibile a una idea. Infatti, in Arsutoria School il corso inizia con 4 settimane dedicate al disegno a mano e digitale per imparare a rappresentare modelli con proporzioni corrette e tradurre le idee in schizzi chiari e coerenti.

Poi la creatività si unisce alla strategia: nella fase di sviluppo collezione, gli studenti imparano a connettere design, tendenze, marketing e valori del brand, costruendo progetti coerenti con il mercato e con la propria visione.

E alla fine, ogni studente realizza una collezione originale di scarpe o borse, capace di raccontare un’idea con coerenza, tecnica e creatività.

Success Stories

Negli anni, numerosi ex-alunni hanno intrapreso carriere di rilievo all’interno di aziende internazionali. Tra questi, Matteo Bellentani, oggi Global Creative Director di Clarks Originals, ha consolidato un percorso che unisce ricerca, sviluppo prodotto e visione strategica.

Fausto Costa, ricopre il ruolo di Head of Quality Management Supply & Production in Birkenstock, mentre Guglielmo Gorno lavora come Footwear Designer Specialist presso On, contribuendo allo sviluppo di modelli orientati alla performance.

Ma anche carriere nell’imprenditoria, come nel caso di Faryl Morse, Founder & CEO di Faryl Robin Footwear e Pablo Chico de Guzmàn Amat dell’azienda di famiglia Hispanitas.

Il loro percorso professionale dimostra come una solida preparazione, supportata da un approccio orientato al settore, una forte visione creativa e competenze di progettazione ben definite, possa essere applicata all’intero settore, dal lusso all’abbigliamento sportivo.

Il vocabolario tecnico delle borse: anatomia e costruzioni

Conoscere in profondità una borsa significa avere chiaro i singoli elementi che la compongono e soprattutto comprendere la tecnica seguita per assemblare assieme le diverse parti.

Molti di questi dettagli tecnici costruttivi sono parte essenziale dell’heritage dei prodotti made in Italy. La qualità spesso si trova proprio nei dettagli ed è invisibile all’occhio poco esperto.

Dai manici alla fodera, dal fondo ai pannelli, passando per i rinforzi ogni elemento ha un ruolo preciso che influisce sull’estetica, sulla funzionalità e sulla durata del prodotto.

In questo articolo i nostri insegnanti del corso tecnico ci descrivono quali sono le parti che compongono una borsa e le specifiche costruzioni. Conosciamo prima l’anatomia delle borse:

Anatomia delle borsa

  • Quadrante: i pannelli anteriore e posteriore che conferiscono struttura ed identità visiva alla borsa.
  • Fianco: i fianchi uniscono il quadrante ed il fondo e conferiscono profondità e volume alla borsa. In alcuni casi i fianchi ed il fondo possono essere un unico componente: in quel caso vengono definiti fianco-fondo.
  • Fondo: la base su cui si regge la borsa. Può essere morbida o nella maggior parte dei casi rinforzata, a seconda della tipologia, del design e della costruzione. Alcuni fondi sono dotati di piedini metallici.
  • Pattina: parte della borsa che ne copre l’apertura. Può essere cucita direttamente sul quadrante posteriore o costituire con questo un pezzo unico.
  • Manico: tipicamente presente nella tipologia handbag (borse a mano).
  • Tracolla: per indossare la borsa a spalla o a bandoliera.
  • Bordatura: striscia di pelle utilizzata per rifinire due bordi adiacenti. Una variante della bordatura classica è quella alla francese.
  • Coulisee: il laccio che chiude la parte superiore borsa, passando attraverso dei fori, solitamente rivestiti da occhielli o vele. Tipico della tipologia secchiello
  • Occhiello o vela: anello metallico composto da due parti chiuse su sé stesse mediante apposito torchietto per la rifinizione dei fori.
  • Anello: elemento rigido chiuso su sé stesso, ha il compito di congiungere due o più parti, può avere una forma a D, tondo, triangolare o rettangolare.
  • Chiusura metallica: consentono la chiusura della borsa anche quando non è presente una patta. Sono composti da due parti che si congiungono e si bloccano.
  • Catena: fila di piccoli anelli (maglie) chiuse uno sull’altro. Svolgono la funzione di manico, tracolla oppure decorazione. Si differenza per la tipologia di maglia.

Costruzioni delle borse

Prima di parlare delle costruzioni delle borse, ricordiamo che questi concetti servono a chiarire termini che restano comunque flessibili.

Mentre lo stile è una classificazione prettamente di natura commerciale e identifica una tipologia di borsa, ad esempio una shopper, un secchiello, una clutch, ecc., la costruzione è il modo in cui le varie parti di una borsa vengono assemblate tra loro.

Ogni costruzione ha le sue regole e i suoi standard e sin dalle prime fasi di ideazione è importante conoscerne le caratteristiche specifiche.

Nel nostro corso, pensato per formare professionisti tecnici della pelletteria insegniamo le principali tipologie di costruzioni. Vediamole nel dettaglio:

Costruzione a T

Individua un volume caratterizzato da una congiunzione di due panelli adiacenti (ad esempio come nel caso del fianco e il fondo) in modo fa formare una T rovesciata.

Costruzione rovesciata

Detta anche “inside-out”: pannelli che costituiscono il corpo borsa principale sono cuciti insieme dal retro. Il volume nel suo aspetto finale si ottiene rovesciando la borsa (fuori / dentro).

Costruzione a costa

In questa costruzione, le parti della borsa (come fianco, quadrante e fondo) vengono fatte combaciare e cucite dall’esterno. Le cuciture diventano parte integrante del design, donando carattere artigianale e dettagli decorativi.

Costruzione a dente

In questa costruzione il fianco e fondo presentano un piccolo scalino che serve per definire il volume e procedere poi con la cucitura.

Costruzione a scatola

In questo tipo di costruzione, uno dei pannelli principali (il quadrante, il fianco o il fondo) è sottoposto al suo adiacente. Si utilizza una forma come “stampo” per montare i pezzi tra loro.

Costruzione a battuta

Costruzione riconoscibile perché una striscia di pelle o tessuto connette due parti principali della borsa, presentando una lavorazione a taglio vivo (o risvolto) da un lato e un cucito girato dall’altro.

Costruzione con soffietti

Il volume della borsa è creato da una serie di pannelli sovrapposti e cuciti tra loro per formare degli scomparti.

Tutti gli elementi che compongono una borsa vengono rappresentati sui cartamodelli, ovvero la rappresentazione precisa, digitale o cartacea di tutti i pezzi necessari per il taglio dei materiali e le successive lavorazioni. Ogni costruzione richiede dei cartamodelli specifici.

Nel nostro corso tecnico insegniamo a realizzare cartamodelli sia a mano che attraverso software CAD dedicati.

I rinforzi della borsa

Tutte le borse non sono fatte solamente di pelle e tessuto. All’interno vengono applicati dei rinforzi di materiali e performance differenti, che conferiscono struttura e consistenza alla borsa, vengono scelti in base alla costruzione ed all’effetto desiderato.

Caratteristiche principali dei rinforzi:

  • Mano: sinonimo di consistenza, è la sensazione al tatto del materiale. Può essere rigida, flessibile, secca o morbida.
  • Spessore: è l’altezza del materiale misurabile sulla superficie con uno strumento chiamato spessimetro (espresso in millimetri o decimi di millimetro (es. 8/10 = 0,8 mm)
  • Vena: la direzione delle fibre del materiale, importante per decidere il verso del taglio e ottenere flessibilità o rigidezza.

Applicazioni dei rinforzi

Doppiatura (o accoppiatura): Chiamata anche accoppiatura, consiste nell’incollare in pieno tra loro due superfici. In questo modo si può rinforzare la pelle facendo aderire il rinforzo sul retro.

Incollaggio “in giro”:

Metodo che prevede la stesura della colla solo vicino al margine del pezzo, su entrambe le parti. L’area centrale rimane non incollata e libera di muoversi.

Come prosegue il percorso di apprendimento?

In Arsutoria School offriamo due percorsi tecnici per entrare nel mondo della costruzione delle borse e approfondire i dettagli.

  • Il corso di 11 settimane di modelleria tecnica : un percorso intensivo dedicato all’apprendimento delle tecniche per la realizzazione dei modelli di borse. Il metodo di Arsutoria School unisce tradizione artigianale e innovazione digitale: lo sviluppo dei modelli avviene con strumenti 2D e 3D.
  • Il corso di 4 settimane di making : pensato come naturale prosecuzione del corso precedente, accessibile anche a chi ha frequentato il corso di modelleria tecnica online. Il percorso si concentra sulle tecniche di assemblaggio delle borse, dal lavoro al banco all’utilizzo delle macchine da cucire. Al termine delle quattro settimane, ogni partecipante avrà prototipato fino a quattro borse, una per tipologia di costruzione.

Corso di modellistica e prototipazione di borse presso il Laboratorio della Scuola Arsutoria

ITS SMART Academy e Arsutoria: formazione per Maestri Artigiani

Corso ITS per Maestri Artigiani del Sistema Moda, sviluppato da Fondazione ITS Smart Academy in collaborazione con Arsutoria School

Nel cuore del distretto calzaturiero marchigiano, a Porto Sant’Elpidio, nasce un percorso formativo d’eccellenza: il corso ITS per Maestri Artigiani nell’ambito del sistema Moda, sviluppato dalla Fondazione ITS Smart Academy in collaborazione con Arsutoria School. Un’opportunità unica per chi desidera specializzarsi nel settore calzaturiero, acquisendo competenze tecniche di alto livello e un contatto diretto con le aziende del territorio.

Un percorso strutturato per formare i professionisti di domani

Il corso si svolge a:

Porto Sant’Elpidio – Villa Baruchello – via Belvedere, Italia

MAPS

Un percorso strutturato per formare i professionisti di domani

Il corso prevede 1000 ore di didattica e 800 ore di tirocinio in azienda, per garantire una formazione completa e un inserimento immediato nel mondo del lavoro. Arsutoria School cura 800 delle 1000 ore di formazione, portando la sua esperienza e metodologia didattica direttamente nelle Marche.

Il programma include materie fondamentali, alcune in comune con i corsi erogati a Milano e altre specifiche per il territorio. Vengono organizzate visite aziendali presso le numerose fabbriche locali, favorendo un’immersione diretta nella realtà produttiva del Made in Italy. Tra le aziende partner del progetto spicca il Formificio Romagnolo, leader nella produzione di forme per calzature, che offre agli studenti un’esperienza pratica unica.

Didattica innovativa e nuove collaborazioni

L’edizione 2025 del corso introduce un’importante novità: una settimana interamente dedicata alla progettazione e produzione delle forme per calzature, un approfondimento mai realizzato prima nemmeno nei corsi di Milano. Grazie alla collaborazione con Newlast, azienda specializzata in tecnologia CAD/CAM per la progettazione delle forme, gli studenti avranno l’opportunità di comprendere l’intero processo, dalla progettazione digitale alla realizzazione fisica.

Un corso altamente specializzante e gratuito

L’ITS di Porto Sant’Elpidio rappresenta un’opportunità concreta per chi vuole entrare nel settore della moda-calzatura con una preparazione tecnica di altissimo livello. Il corso è completamente gratuito e garantisce un tasso di occupazione superiore all’85% tra i diplomati. Grazie alla stretta collaborazione con le imprese locali, gli studenti hanno la possibilità di costruire un network solido e inserirsi rapidamente nel mondo del lavoro.

Le competenze che acquisirai

Durante il biennio formativo, gli studenti impareranno a:

  • Ideare collezioni e linee originali
  • Definire i materiali e i processi produttivi
  • Gestire la produzione e il controllo qualità
  • Utilizzare software avanzati per la progettazione di calzature e componenti
  • Comprendere le esigenze delle aziende del settore lusso/moda

Un’esperienza formativa immersiva

Oltre alle lezioni in aula, il corso prevede:

  • Visite in aziende del settore calzaturiero
  • Seminari con esperti del settore
  • Utilizzo di tecnologie innovative (CAD/CAM, modellazione 3D, automazione industriale)
  • Fiere di settore e workshop esperienziali
  • Tirocinio in aziende di prestigio

Perché scegliere l’ITS Smart Academy con Arsutoria School?

  • L’unico ITS per la moda presente nelle Marche
  • Collaborazione con aziende leader del settore
  • Opportunità di lavoro concrete e immediate
  • Focus sulle competenze tecniche più richieste dalle aziende
  • Valorizzazione dell’artigianalità e del Made in Italy

Grazie alla sinergia tra ITS Smart Academy e Arsutoria School, il corso offre un percorso formativo senza eguali, in grado di rispondere alle richieste del mercato e di formare i maestri artigiani del futuro. Un’occasione imperdibile per chi desidera entrare nel mondo della calzatura con una preparazione solida e specializzata.

Arsutoria School organizza la Materials and Industry Week

Arsutoria School, rinomata scuola di design a Milano, è riconosciuta a livello globale per la sua formazione unica e completa nel design e nella progettazione di calzature e borse. Il suo approccio orientato al prodotto offre agli studenti un’esperienza pratica, preparandoli ad inserirsi nella industry di riferimento...

Arsutoria School, rinomata scuola di design a Milano, è riconosciuta a livello globale per la sua formazione unica e completa nel design e nella progettazione di calzature e borse. Il suo approccio orientato al prodotto offre agli studenti un’esperienza pratica, preparandoli ad inserirsi nella industry di riferimento. Dal 28 al 31 ottobre del 2024, la scuola ha organizzato la Materials Week, una serie di eventi volti a mettere in contatto gli studenti con i professionisti delle aziende della filiera calzature e pelletteria.

Cosa Significa Essere una Scuola Industry-Driven?

I programmi di Arsutoria School sono strutturati per fornire ai partecipanti competenze che possono essere spese immediatamente nelle aziende del settore. Il contributo delle aziende parte già dalla progettazione dei corsi che viene rinnovata di anno in anno per fornire risposte alle richieste di specifiche competenze da parte delle aziende. Inoltre il gruppo di professionisti di Arsutoria porta in aula le tendenze sia nel campo delle proposte moda sia per quanto riguarda la tecnologia. La visita alle aziende inoltre permette ai partecipanti di comprendere i processi caratteristici del settore e un di prendere decisioni di design informate e di affrontare con successo le complessità del settore moda.

Ora vi racconteremo come gli studenti di autunno 2024 hanno vissuto questi giorni:

Giorno 1: Produzione di Borse di Lusso e Calzature

La settimana è iniziata con una mattinata dedicata agli studenti del corso di Design e Progettazione di Borse. Paolo Amato, amministratore del marchio di luxury bag Leu Locati, famoso per aver realizzato le borse della casa reale inglese ha tenuto una presentazione coinvolgente sull’artigianato della pelletteria. Nel pomeriggio, gli studenti hanno potuto visitare la fabbrica di Leu Locati e osservare il dietro le quinte della produzione di borse di alta gamma, migliorando la loro comprensione dei dettagli caratteristici del design di lusso.

Contemporaneamente, gli studenti di Design e Progettazione Scarpe hanno approfondito il mondo delle forme per calzatura in una sessione condotta dal direttore tecnico della scuola Paolo Marenghi. Nel pomeriggio, è stata organizzata una testimonianza dei titolari del Tacchificio Villa Cortese, una azienda leader italiana per la manifattura dei tacchi per i più importanti brand del lusso; con TVC i partecipanti hanno approfondito gli aspetti tecnici della realizzazione dei tacchi dall’idea dello stilista fino alla infinite opportunità di finitura.

Giorno 2: Materiali e Innovazione a Spazio Lineapelle e Limonta

Il secondo giorno è iniziato con una visita a Spazio Lineapelle, lo straordinario showroom di Milano collegato alla fiera leader indiscussa a livello mondiale per pellami, tessuti e componenti per l’industria calzaturiera e della pelletteria. Guidati dai docenti Arsutoria, gli studenti hanno avuto occasione di confrontarsi con i professionisti che gestiscono i percorsi di formazione organizzati da Lineapelle per i più importanti brand del settore.

Nel pomeriggio, la scuola ha accolto i professionisti di Limonta, azienda che fornisce tessuti e materiali tecnici alle più importanti maison del lusso. Durante l’incontro, l’azienda ha condiviso il suo expertise su sostenibilità, innovazione e applicazioni avanzate dei materiali, offrendo agli studenti una prospettiva privilegiata. In particolare è stato presentato il nuovo articolo ALTERA, una linea di tessuti con un look and feel dei prodotti naturali grazie ad un impiego di tecniche tipiche dell’industria conciaria.

Giorno 3: Il guru della Pelle, Salvatore Nobis

Salvatore Nobis, una vita nell’industria della pelle durante la quale ha sviluppato articoli per i più importanti brand del fashion. Salvatore ha portato la sua testimonianza attraverso una lectio magistralis sulla magia della pelle ed un workshop pratico durante il quale gli studenti hanno avuto l’opportunità di confrontarsi sui loro progetti di design e riflettere assieme su quali articoli cercare per la realizzazione dei campioni.

Giorno 4: Prototipazione e Approfondimenti sul Design

Durante il quarto giorno gli studenti di Design e Progettazione Scarpe hanno visitato FAE Project SRL, azienda leader nella produzione di suole e stampi dal 1976. La azienda progetta e produce suole per i più grandi marchi della moda e del lusso. Durante la visita, gli studenti sono stati accompagnati da Sonia Benazzato, collaboratrice della scuola che ha lavorato come product manager calzature di marchi leader del made in Italy.

Parallelamente, gli studenti dei corsi di Design e Progettazione Borse hanno partecipato ad una sessione dedicata alle lavorazioni sui materiali con Chiara Rivituso, collaboratrice della scuola ed esperta Product Manager Borse in studi di design ed aziende del comparto moda e lusso. Chiara ha condiviso la sua esperienza su lavorazioni quali a solo titolo di esempio ricami, stampe, laserature e dettagli complessi per il design delle borse.

Unisciti ad Arsutoria School: Il Futuro per i Designer

Che tu sogni di progettare o designare scarpe o borse, Arsutoria School offre una vasta gamma di corsi pensati per coltivare il talento creativo. Dai programmi completi per diventare designer di calzature, borse o accessorio, la nostra offerta formativa garantisce agli studenti le competenze e le conoscenze necessarie per una carriera di successo nel mondo della moda. La nostra formazione sulle calzature e il focus sui processi delle fabbriche permettono di trasformare i tuoi concept in realtà.

Sei pronto a plasmare il tuo futuro nella moda? Esplora i nostri programmi e inizia il tuo percorso oggi!

Guida ai corsi tecnici per borse online: dallo schizzo al mock-up

Vi siete mai chiesti se la vostra passione per le borse potesse tradursi in un percorso professionale? Essere in grado di creare accessori da zero è sicuramente un obiettivo ambizioso. Per comprendere appieno come vengono realizzati gli articoli di lusso, un corso tecnico completo è il punto di partenza migliore. Strumenti per la modellistica online […]

Vi siete mai chiesti se la vostra passione per le borse potesse tradursi in un percorso professionale? Essere in grado di creare accessori da zero è sicuramente un obiettivo ambizioso. Per comprendere appieno come vengono realizzati gli articoli di lusso, un corso tecnico completo è il punto di partenza migliore.

Dalle tecniche manuali ai software CAD avanzati, imparerete l’arte della modelleria.

Strumenti per la modellistica online

L’approccio al lato professionale della creazione di borse richiede risorse adeguate. Man mano che il settore sviluppa nuove tecnologie, i modellisti e i tecnici devono adattarsi. Lo strumento più efficace per iniziare a disegnare modelli di borse è un software CAD che consente di disegnare forme in uno spazio 2D, direttamente dal proprio computer portatile. Dal punto di vista didattico, la modellistica digitale può essere la più utile perché richiede pochissimo spazio, quasi nessuna abilità manuale e può essere facilmente seguita attraverso video tutorial e slideshow preregistrati.

Da junior a senior

Un corso completo è la scelta migliore per migliorare le vostre conoscenze precedenti ed elevare le vostre capacità. Tutti i tecnici più bravi sono partiti da progetti semplici per acquisire sicurezza nel loro approccio. Indipendentemente dalla vostra posizione professionale, troverete i vostri punti di forza lungo tutto il percorso formativo. Una quantità consistente di esempi ed esercizi sarà il carburante della vostra crescita.

I vostri progetti nella vita reale

La prototipazione può essere un compito difficile, ma è fondamentale per capire il prodotto finito. Grazie ai corsi di modellistica online, è possibile stampare i propri modelli, tagliare il materiale e creare dei mock-up di borse, per visualizzare correttamente le proporzioni e tutte le diverse tecniche.


Nel percorso di apprendimento, questa è la chiave per rafforzare la conoscenza delle varie fasi di creazione di un accessorio completo. Realizzare un mock-up non significa produrre da soli l’oggetto finito – anche questo può accadere, ovviamente, solo con qualche risorsa in più – ma è un passo importante per migliorare la propria percezione del prodotto.

Visualizzare le tecniche attraverso una mentalità digitale

La fase di prototipazione può avvenire in diversi modi. Considerando un software CAD come la risorsa fondamentale da utilizzare, è estremamente utile impiegarlo anche per creare volumi 3D che possano eventualmente sostituire un mock-up fisico. Questo può cambiare le carte in tavola, soprattutto se non si è molto inclini alle attività manuali e alla lavorazione.

Ascoltare i maestri

Se siete arrivati fin qui, probabilmente non siete interessati ai tutorial per il fai-da-te e per i dilettanti. The best and most appropriate guidance for bag making has to come from the experience of professional figures. Queste figure devono essere degne di fiducia: in grado di ottenere risultati di alto livello e di fornire istruzioni ben costruite attraverso un corso tecnico strutturato.

Il viaggio dallo schizzo al modello di borsa non è solo una questione di acquisizione di competenze, ma anche di liberare la vostra creatività e il vostro potenziale nel mondo degli accessori di moda. Se sei pronto a trasformare la tua passione per le borse in un’attività professionale, investire in un corso tecnico online è il punto di partenza perfetto. Fai il salto oggi stesso ed esplora le infinite possibilità che ti attendono. Non esitate a chiedere maggiori informazioni sul nostro corso online di prototipia borse sul nostro sito web.

Da passione a professione: La passione è il motore del successo nel mondo del design.

Matteo Pasca, direttore di Arsutoria School dal 2003 ci racconta alcuni suggerimenti preziosi su come trasformare la tua passione per borse e scarpe in una carriera di successo nel 2024. L’economista Enrico Cietta, autore della teoria HCP (hybrid creative products) afferma che nei prodotti dell’industria della moda la creatività è inscindibile dalla abilità di realizzarli. […]

Matteo Pasca, direttore di Arsutoria School dal 2003 ci racconta alcuni suggerimenti preziosi su come trasformare la tua passione per borse e scarpe in una carriera di successo nel 2024.

L’economista Enrico Cietta, autore della teoria HCP (hybrid creative products) afferma che nei prodotti dell’industria della moda la creatività è inscindibile dalla abilità di realizzarli. Una creatività che non si sposa in maniera armonica con una sapiente manualità finisce per essere un esercizio astratto fine a sé stesso.

Due esempi vengono alla mente: il primo è il documentario statunitense “Valentino: The Last Emperor” del 2008. In una sequenza del film, lo straordinario stilista italiano racconta di essersi svegliato la mattina con l’immagine di un vestito in mente. Si reca all’atelier dove un gruppo di sarte dedicate a realizzare i capi Haute Couture della Maison ascolta le sue idee e si mette all’opera. Vengono scelti i materiali, le mani esperte realizzano il primo prototipo e la modella lo indossa. Valentino discute le soluzioni tecniche assieme ad Antonella De Angelis la sua storica collaboratrice e responsabile della squadra di sarte. Un meraviglioso esempio dell’urgenza dell’idea creativa nella mente dello stilista di diventare oggetto e di essere indossato.

Il secondo esempio è la mostra “Salvatore Ferragamo 1898-1960” ospitata fino al 4 Novembre 2024 presso il Museo Ferragamo di Firenze, un luogo magico magistralmente coordinato dalla grande direttrice Stefania Ricci La mostra inaugurata il 27 ottobre 2023, celebra l’apertura del primo negozio Ferragamo a Hollywood nel 1923. Un breve testo preso direttamente dal sito del museo: “il progetto odierno […] si avvale di nuovi snodi che da un lato mettono in luce il contributo di Ferragamo alla rinascita dell’artigianato e alla definizione del Made in Italy nel dopoguerra, dall’altro evidenziano come il design italiano, espresso anche grazie alle calzature di Ferragamo, si basi sul connubio vincente fra tradizione decorativa e artigianale, funzionalità e innovazione tecnologica”.

Per ultimo, in questo contesto di profonda connessione tra creatività e artigianalità, un esempio tangibile di come queste due componenti si intreccino con passione e dedizione ci viene offerto da uno dei designer più influenti del panorama attuale, Gherardo Felloni, che è stato recentemente premiato a New York,designer of the year 2023.premio. Nella sua biografia Gherardo racconta: “I was born in Tuscany, near Arezzo, and grew up in the countryside. My father and my uncle had a shoe factory, LAMOS, founded in 1958, and I used to go to the factory where I stayed with the craftsmen, I enjoyed cutting the tinted leathers and playing with the heels”.

La creatività è un dono ma l’artigianalità è un mestiere che si impara

Ricorda il direttore della scuola Arsutoria Matteo Pasca: “Incontrai Giovanni Felloni quasi 20 anni fa in Prada. Bertelli aveva acquisito il calzaturificio Lamos che era diventata la divisione calzature di Prada e Felloni ne era il direttore. Andai per presentare Arsutoria e Felloni mi sorprese dicendo che lui stesso e molti dei modellisti del suo team avevano frequentato la nostra scuola e che ancora teneva le copie delle riviste Arsutoria storiche che erano una fonte importante di ispirazione”.

Prendendo ispirazione da quanto scritto fino a questo punto, mi sento di affermare che la creatività è un dono ma l’artigianalità è un mestiere che si impara. In tutta Italia i più importanti brand della moda stanno organizzando percorsi formativi all’artigianalità. In effetti, insieme all’ITS delle Marche stiamo lavorando su un progetto di collaborazione con un gruppo che porta sul mercato con grande successo importanti marchi.

Arsutoria è al fianco di queste esperienze da anni, portando avanti la tradizione del “savoire faire” nel campo delle calzature e della pelletteria. I master annuali della scuola restano ad oggi il punto di riferimento in Italia per chi vuole iniziare una carriera nel settore degli accessori moda sia come designer sia come tecnico. Il connubio tra design, artigianalità ed innovazione è una delle caratteristiche della scuola milanese che garantiscono una formazione a 360 gradi.

Perché in Arsutoria School i Master si chiamano Diploma

La parola “Master” è spesso utilizzata – erroneamente – come sinonimo di formazione di eccellenza. E questo vale anche per il settore della calzatura e della pelletteria. Ma le cose non stanno proprio così.  Per essere chiamato Master, un corso di formazione deve rispettare determinati requisiti che esulano dal semplice concetto di buono/cattivo.  I master […]

La parola “Master” è spesso utilizzata – erroneamente – come sinonimo di formazione di eccellenza. E questo vale anche per il settore della calzatura e della pelletteria.

Ma le cose non stanno proprio così. 

Per essere chiamato Master, un corso di formazione deve rispettare determinati requisiti che esulano dal semplice concetto di buono/cattivo. 

I master non sempre sono corsi di formazione d’eccellenza e non sempre sono migliori di un normale corso o programma di formazione. 

Cerchiamo di fare chiarezza.

Che cosa è un Master e quando un corso di formazione può essere chiamato tale

Cominciamo dicendo che i master si dividono tra universitari e non universitari. I primi sono soggetti a disposizioni di legge e sono parte integrante del sistema universitario; i secondi, invece, sono erogati da enti formativi privati che ne definiscono autonomamente caratteristiche e requisiti.

E mentre i master universitari hanno sempre una validità riconosciuta, perché erogati dal Ministero dell’Istruzione, i secondi hanno valore solamente se riconosciuti da enti o associazioni di certificazione.

In altre parole, un master – anche nel settore delle calzature e della pelletteria – dev’essere riconosciuto da un ente di certificazione per essere chiamato tale.

Inoltre, i master possono essere frequentati solamente da chi ha portato a termine un percorso di studi universitario, conseguendo una laurea triennale o magistrale.

Tutto questo non potrebbe mai valere per i nostri corsi di formazione. Vediamo perché.

Master Calzature e Master Borse: noi li chiamiamo Diploma

Per prima cosa Arsutoria School non è un ente universitario bensì un centro di formazione accreditato attraverso Regione Lombardia, perché in Italia la formazione tecnica professionale è in buona parte gestita direttamente dalle singole Regioni anche se in virtù di linee guida nazionali che fanno capo al MIUR (il Ministero dell’Istruzione).

Ottenere l’accreditamento è stato sicuramente un risultato importante per Arsutoria School e ci permette di organizzare alcuni percorsi di formazione gratuiti perché finanziati.

Ma in totale trasparenza possiamo affermare che i nostri studenti dei corsi a catalogo continuano a sceglierci per quello che rappresentiamo nel mondo della formazione sugli accessori moda (scarpe e borse). 

Arsutoria School è da 75 anni il referente del settore e proprio grazie alla continua comunicazione e collaborazione con aziende leader, siamo in grado di offrire una formazione aggiornata e che combacia completamente alle esigenze formative del mondo calzaturiero e pellettiero.

Così facendo, formiamo giovani professionisti che acquisiscono durante il loro percorso competenze immediatamente spendibili e manteniamo quindi degli standard formativi molto elevati. A dirlo non siamo noi, ma i nostri studenti ed ex studenti e le loro Storie di Successo.

Arsutoria School è una scuola di formazione professionale, e il nostro obiettivo è insegnare l’arte del saper fare della calzatura e della pelletteria, eccellenza del Made in Italy. Di conseguenza, dato che  questo ‘saper fare’ si può apprendere solo nel mondo del lavoro, non riteniamo che i nostri studenti abbiano bisogno di un riconoscimento universitario per accedere ai nostri percorsi formativi. 

La nostra scuola è aperta a tutti coloro che sono interessati a intraprendere un percorso di formazione nel settore dell’accessorio: giovani diplomati che vogliono imparare un mestiere pratico; ragazzi laureati che vogliono specializzarsi nell’ambito delle calzature e della pelletteria; ma anche professionisti del settore che vogliono semplicemente approfondire le loro conoscenze.

Ecco perché il master calzature, il master borse e il master accessori da noi si chiamano Diploma Calzature, Diploma Borse e Diploma Accessori

E non di certo perché valgono di meno di un master di formazione vero e proprio.

Diplomi Calzature, Borse e Accessori: non è la parola Master a determinare l’eccellenza dei nostri corsi

È il mercato stesso a determinare la validità della nostra formazione. I nostri diplomi di un anno nell’ambito delle calzature, della pelletteria e dell’accessorio sono da sempre percorsi formativi di altissimo valore ed eccellenza

Dal 1947 formiamo le future generazioni di designer, modellisti nonché product developers o project managers della calzature e della pelletteria. E da allora sono tantissimi i nostri studenti ed ex-studenti che lavorano o hanno lavorato per i migliori brand di moda internazionali

La nostra eccellenza formativa è conosciuta e riconosciuta a livello mondiale in tutte le principali realtà di settore. 

Se non ci credi, prova a metterci alla prova!

Come la stampa e modellazione 3D stanno trasformando i corsi di calzature e borse

Anni fa visitai la nuova sede di un’importante scuola di design. Mi venne mostrata una stampante 3D sofisticata, era ferma, chi si occupava di questo l’aveva acquistata come supporto tecnico del corso di design degli accessori. Ammetto che rientrai da quella visita ammirato e un po’ invidioso.  Mi chiedevo come mai la nostra scuola Arsutoria, […]

Anni fa visitai la nuova sede di un’importante scuola di design. Mi venne mostrata una stampante 3D sofisticata, era ferma, chi si occupava di questo l’aveva acquistata come supporto tecnico del corso di design degli accessori. Ammetto che rientrai da quella visita ammirato e un po’ invidioso. 

Mi chiedevo come mai la nostra scuola Arsutoria, che da sempre era il punto di riferimento anche per le altre scuole di design di Milano per i corsi tecnici sulla modelleria di calzature e borse, non fosse ancora arrivata a inserire la stampa 3D nel curriculum dei corsi. Come mai da noi non si parlava di stampa 3D, modellazione 3D di calzature, borse, accessori e suole?

Il 3D è una tecnologia che da anni è ampiamente utilizzata nel settore degli accessori moda per il rapid prototyping dei componenti (suole, hardware), e cioè per valutare l’estetica del componente una volta assemblato con il prodotto per cui è stato disegnato. 

I diplomi Calzature e Borse diventano più ricchi e completi con la stampa 3D

Oggi sono entusiasta di poter annunciare che anche in Arsutoria si stampa in 3D

Perché ci siamo arrivati solo ora? 

Credo che il motivo principale sia che aspettavamo di essere pronti, cioè di avere nel nostro team insegnanti con le giuste competenze ed essere in grado di inserire l’argomento in maniera armonica all’interno del percorso didattico della scuola.

I diplomi annuali di calzature e borse lanciati nel 2022 sono il contesto perfetto per inserire la stampa 3d in un percorso che miscela tecnica e design con l’obiettivo di portare gli studenti a realizzare campioni di scarpe e di borse in autonomia all’interno dei laboratori didattici della scuola.

La stampa 3D verrà inserita in primo luogo nei corsi di 3D design calzature e 3D design borse durante i quali i nostri studenti imparano ad adoperare i software di modellazione 3D più utilizzati nel settore: ICad3D+ per le scarpe, CLO 3D per le borse e Rhinoceros per i componenti più tecnici come suole, tacchi, accessori metallici e in generale componenti che in produzione vengono fresati, torniti o stampati.

Abbiamo pensato di inserire la stampa 3D anche durante le 8 settimane finali dei diplomi annuali, quelle che chiamiamo le “proto week”. In questo periodo gli studenti del diploma annuale realizzano i campioni delle scarpe e/o delle borse che hanno pensato e disegnato durante il corso di 5 settimane di progettazione di una collezione di scarpe e/o progettazione di una collezione di borse.

Dopo aver imparato la modellazione 3D e sotto a guida dei loro insegnanti – tecnici esperti del settore- gli studenti potranno produrre un primo prototipo degli accessori e farlo realizzare presso le aziende partner.

Matteo Pasca

Direttore Arsutoria School

Corsi online di Design e Modelleria Calzature e Borse: l’offerta Arsutoria School, tra certezze e nuove emozionanti sfide

Fino a febbraio 2020 ero convinto che la struttura e l’offerta dei corsi online di design e modelleria di Arsutoria School sarebbe stata sempre molto limitata, o quantomeno marginale. Da quel fatidico febbraio 2020, dall’arrivo della pandemia, tutto è cambiato.Evidentemente mi sbagliavo… Come abbiamo pensato i corsi online di design e modelleria scarpe e borse: […]

Fino a febbraio 2020 ero convinto che la struttura e l’offerta dei corsi online di design e modelleria di Arsutoria School sarebbe stata sempre molto limitata, o quantomeno marginale. Da quel fatidico febbraio 2020, dall’arrivo della pandemia, tutto è cambiato.
Evidentemente mi sbagliavo…

Come abbiamo pensato i corsi online di design e modelleria scarpe e borse: il nostro percorso di trasformazione digitale non è iniziato durante la pandemia

Come dice il titolo, il nostro approccio al digitale è iniziato parecchio prima rispetto a quel maledetto febbraio 2020.

Circa dieci anni fa, nel 2012, la nostra scuola era stata incaricata dalla FFANY USA, l’Associazione dei Brand e Retailer di calzature (organizzatrice della fiera di New York), di pensare, strutturare e fornire dei corsi di formazione online per il settore calzature. L’obiettivo era quello di renderlo accessibile, fornendo una base di formazione tecnica, anche alle figure meno coinvolte nei processi produttivi di sviluppo di un prodotto calzaturiero, e quindi buyer, merchandiser, store manager, etc…

Così iniziammo a studiare, con i colleghi i più famosi e importanti, portali e piattaforme americane che offrivano i primissimi corsi online: Coursera.org, Moodle come piattaforma, Udemy, e tanti altri.

Di acqua sotto i ponti ne è passata, per loro e anche per noi.

Con i colleghi ci impegnammo a parlare con diversi membri del board della FFANY e raccogliemmo i loro preziosi consigli su come poteva essere la nostra struttura di formazione online per le calzature e le borse. Al di là del mio mentore Joe Moore, allora Presidente e CEO di FFANY, ricordo particolarmente due riunioni: la prima con Jim Issler, carismatico CEO di HH Brown, che condivise 10 fogli ricchi di appunti; la seconda con la meravigliosa Anna Bakst, che nel 2021 era Presidente della divisione accessori (calzature e borse) della Michael Kors.

Corsi online di calzature e borse: il nostro primo esperimento sul mercato

Dopo tutti questi incredibili consigli, il risultato fu un percorso di dieci ore, organizzato su tre corsi:

Le famiglie delle scarpe;
La vita di una Calzatura;
Materiali e componenti delle scarpe.

Erano 30 video di circa 20 minuti ciascuno. In 10 anni, più di 1.000 professionisti del settore hanno fruito questi video per acquisire una competenza base sulla terminologia e sui concetti fondamentali su come è fatta una scarpa.

Mi piace sempre pensare che questo primissimo approccio al digitale della nostra scuola abbia aiutato tanti colleghi internazionali ad appassionarsi al mondo, affascinante e complesso, della manifattura delle calzature.

Per costruire questi primi video online, ci volle circa un anno: traduzioni dall’italiano all’inglese, voice-over con doppiatori professionisti, preparazione dei quiz per verificare le reali competenze acquisite dagli studenti … quasi tutto nuovo per noi.

Scoprimmo il significato di parole come LMS, SCORM, sviluppammo un’app iOS interna per poter scaricare i video e poterli consultare anche offline. Volevamo fornire a tutti gli studenti online la migliore esperienza possibile.

Come sono cambiati i corsi online di design e modelleria: siamo nel 2020 e..

A fine febbraio successe l’imprevedibile: il Governo italiano impose di chiudere la scuola per garantire tutte le misure di sicurezza. I contagi dovuti al virus Covid-19 stavano aumentando vertiginosamente.

In un attimo ci trovammo dentro una pandemia che coinvolgeva ogni angolo del pianeta. Nessuno escluso.

Gli studenti internazionali partirono in fretta e furia per far ritorno nei loro paesi, anche gli studenti italiani fecero ritorno nelle loro regioni. In 2 settimane la scuola piena di ragazze e ragazzi, piena di vita, si svuotò.

Dopo un primo e inevitabile stupore, ci rimboccammo le maniche e iniziammo a pensare cosa avremmo potuto fare per affrontare una situazione inedita e di lunga durata, garantendo comunque i nostri corsi sulle calzature e sulle borse.

La sfida più importante era riuscire a trasmettere le competenze tecniche della nostra scuola, ovvero il famoso “saper fare”, pratico e manuale, a persone che non si sarebbero trovate fisicamente all’interno di una classe o di un laboratorio.

Decidemmo così di acquistare delle attrezzature per le riprese video: ci aiutarono i colleghi della divisione editoriale della rivista Arsutoria Magazine, che già da anni avevano iniziato a utilizzare linguaggi e contenuti video per l’attività editoriale.

Iniziammo così a girare, in piena pandemia, dei video nei quali mostravamo come realizzare i modelli delle calzature.

Continuando la nostra storia nella formazione online di design e modelleria, di scarpe e borse, discutemmo a lungo sull’opportunità di organizzare delle lezioni live o di registrare dei video (formula on-demand).

Alla fine, capimmo che la soluzione qualitativamente migliore per i nostri studenti, anche tenendo in considerazione i vari fusi orari sui quali si trovano, sarebbe stata quella di registrare le lezioni.

Scegliemmo, quindi, un approccio alla didattica di tipo misto: lezioni registrate, che potevano essere viste e riviste anche diverse volte, con l’aggiunta ogni settimana di revisioni online con gli insegnanti, individuali e di gruppo.

Ci rendemmo conto che, per quanto fosse difficile trasmettere il sapere artigianale a distanza attraverso i video delle calzature, questa modalità aveva dei vantaggi: primo tra tutti la possibilità di personalizzare la didattica e formare ogni studente con modalità e tempi diversi seguendo meglio i ritmi di ciascuno.

Corsi online di Design e Modelleria Calzature e Borse: il nostro attuale programma di studi

Dopo quasi due anni dal quel febbraio 2020, in cui il nostro modo di vivere è cambiato, abbiamo a disposizione centinaia di ore di formazione online su calzature e borse. Gli argomenti sono quasi tutti quelli insegnati nei corsi presenziali, dalla modelleria tradizionale, all’utilizzo dei CAD 2D e 3D, al design a mano e alla grafica digitale.

Manca una parte fondamentale che è la prototipa: forse troveremo un modo per insegnare online anche come realizzare un prototipo di scarpa o di borsa ma oggi ci scontriamo con il fatto che la nostra didattica tradizionale utilizza i macchinari industriali ed è poco realistico pensare che gli studenti che frequentano da remoto possano avere a disposizione lo stesso tipo di attrezzature.

Ma arriviamo ai giorni nostri

E’ il 7 Gennaio del 2022 e possiamo dirci orgogliosi di poter proporre i nostri corsi online. Addirittura, possiamo offrire il Diploma Annuale nella modalità online remota. Questo ha dato la possibilità di frequentare la formazione Arsutoria School anche a chi non ha la possibilità di viaggiare verso Milano e partecipare ai corsi presenziali.

Quali saranno le prossime sfide da affrontare?

In questo momento buona parte dell’attenzione della nostra squadra è verso la formazione per i professionisti, cioè i corsi per chi non è in grado di dedicare il 100% del tempo alla formazione.

L’abbiamo chiamata formazione “on-demand” e ha delle necessità differenti, sia in termini di utilizzo del tempo sia di livello di approfondimento.

Chi già lavora predilige una formazione “polverizzata” nel tempo, cioè che può essere frequentata anche per pochi minuti al giorno. Inoltre è chiaro che una persona che già lavora ha necessità molto mirate ed è meno interessato a una formazione ampia di base quanto piuttosto a dare una risposta competente e professionale a delle richieste formative precise. Quello che definiremmo upgrade delle competenze nel settore calzature e borse.

Rafforzare la proposta di corsi online, ampliando anche il nostro set di partnership, con l’obiettivo di dare vita a un portale completamente dedicato alla formazione continua nel settore calzaturiero, della pelletteria e degli accessori: è questa la nostra sfida più grande al momento.

Ma, di questo, ne sentirete parlare presto.

Matteo Pasca
Direttore Arsutoria School

La formazione nelle fabbriche calzaturiere

Quali sono le figure professionali che lavorano in una fabbrica calzaturiera e quali sono i corsi disponibili per diventarne parte?

La produzione delle scarpe: tra artigianalita’ e industria

Il primo aspetto da mettere in evidenza è che nonostante la meccanizzazione che è avvenuta nel corso di questo secolo e a seguito della rivoluzione industriale, la fabbricazione della calzatura ha ancora degli aspetti fortemente artigianali: la conoscenza e l’abilità manuale di chi utilizza i macchinari è ancora fondamentale.

I macchinari usati in un calzaturificio per la produzione di un paio di scarpe sono davvero tanti, ne citiamo solo alcuni: la scarnitrice, la spaccapelli e le macchine da cucire, la premonta e la calzera, l’inchioda tacchi e la pressa per fissare le suole. Nessuna di queste macchine è in grado di lavorare senza a fianco un operatore che le guidi e le controlli.

Si può dire che le macchine costituiscono un ausilio al lavoro dell’operatore: esse aiutano gli operatori ad essere più veloci e quindi più produttivi, ad aumentare la precisione delle lavorazioni e dunque la ripetibilità della stessa ma la conoscenza e l’abilità manuale di chi utilizza i macchinari è ancora fondamentale.

Solo poche operazioni – soprattutto nella produzione della calzatura elegante, cavallo di battaglia del “made in Italy” – possono essere completamente automatizzate: è il caso della smerigliatura del fondo della tomaia montata e alla distesa della colla sul fondo della tomaia e sulla suola.

Alcune operazioni come per esempio il taglio stanno evolvendo molto in questi anni. In un calzaturificio è sempre richiesta la presenza di qualcuno che sia in grado di tagliare a mano, sia per il taglio dei prototipi – dei quali non sono ancora stati realizzati i modelli al CAD – sia nel caso in cui si debba tagliare alcuni materiali particolari (es. materiali preziosi). È pur vero che l’evoluzione dei tavoli di taglio permette di tagliare automaticamente sempre più materiali e oggigiorno è possibile vedere dei calzaturifici che tagliano anche le pelli esotiche con i tavoli di taglio. La competenza dell’operatore è comunque ancora fondamentale specialmente nelle operazioni ad alto valore aggiunto quali il piazzamento dei pezzi sulle diverse aree delle pelli. Sono stati invece automatizzate operazioni quali la raccolta finale dopo il taglio.

Nel calzaturificio: chi sono i tecnici che producono le scarpe

Le figure professionali nella fabbrica calzaturiera

La figura che precede mostra una sequenza di attività tecniche tipiche che vengono svolte in una fabbrica di calzature. Vanno chiariti alcuni punti fondamentali: in primo luogo va detto che ogni azienda è organizzata in modo differente e dunque sicuramente questo schema non rappresenta in maniera precisa l’organizzazione di tutti i calzaturifici.

Nello schema abbiamo preferito nominare delle attività e non dei ruoli, il motivo è che la medesima persona potrebbe svolgere più di una attività (ad esempio l’unico modellista potrebbe occuparsi sia dello sviluppo dei prototipi/campioni sia dell’industrializzazione).

Lo schema inoltre non dice quali attività sono svolte internamente e quali invece terziarizzate (ad esempio è frequente che l’orlatura dei prototipi sia gestita all’interno della azienda mentre l’orlatura della produzione sia data all’esterno ad una giunteria)

I momenti nel ciclo di vita della scarpa:

  1. la realizzazione dei prototipi cioè il primo tentativo di tradurre l’idea di stile in una scarpa. Il risultato è una scarpa che verrà valutata internamente e probabilmente modificata prima di essere messa sul mercato
  2. la realizzazione dei campioni: cioè delle scarpe che vengono date alla forza vendita da mostrare ai clienti per raccogliere gli ordini
  3. la produzione: una volta raccolti gli ordini si inizia a produrre. Non tutti i campioni verranno prodotti (in genere solo quelli che superano un quantitativo minimo di ordini – e questo minimo varia da azienda ad azienda) ed è comunque possibile che i clienti chiedano delle variazioni rispetto ai campioni mostrati

Nelle aziende più grandi chi realizza prototipi e campioni spesso non sono le stesse persone che si occupano della produzione. In molte aziende la produzione viene addirittura terziarizzata in toto o in parte.

I diversi ruoli tecnici in un calzaturificio:

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  • altre figure sono dedicate alla pianificazione, al coordinamento organizzativo, alla logistica interna ed esterna dei materiali e dei semilavorati, alla supervisione della produzione e al controllo di qualità dei prodotti e dei processi. Per queste figure è più difficile identificare dei corsi precisi che formino queste professionalità specifiche. A nostro parere nel sistema formativo italiano queste figure dovrebbero essere formate da corsi di livello post-secondario mediante percorsi IFTS e ITS
  • infine, ci sono le figure più propriamente produttive (taglio, preparazione e giunteria, montaggio e finissaggio). Nel sistema educativo italiano queste figure dovrebbero uscire da istituti professionali o da percorsi IeFP. Tranne pochi casi è però difficile identificare in Italia degli Istituti Professionali o dei Centri di Formazione Professionale (CFP) che siano in grado di organizzare percorsi di formazione adeguati alle necessità delle aziende.
    Il risultato è che spesso queste figure vengono ancora formate all’interno delle aziende per affiancamento al personale esperto mediante gli strumenti dell’apprendistato o con le risorse dei fondi interprofessionali (es. Fondimpresa).Ci sono in alcune Regioni esperienze di corsi di breve durata finanziati mediante risorse FSE (Fondo Sociale Europeo) o attraverso le risorse delle Agenzie del Lavoro (Formatemp)

La parola all’assocazione nazionale dei calzaturieri (Assocalzaturifici)

Abbiamo chiesto ad Assocalzaturifici di aiutarci a fare un quadro dei corsi disponibili sul territorio italiano per formare le diverse figure tecniche destinate ai calzaturifici. Il contributo che segue è stato preparato a quattro mani da Tommaso Cancellara direttore dell’Associazione Nazionale.

Sul sito di Assocalzaturifici sono inserite le scuole che offrono formazione sul calzaturiero divise per i vari livelli di istruzione.

Formazione secondaria

Si tratta della formazione specifica del triennio delle scuole superiori (soprattutto istituti tecnici).
Le scuole, soprattutto quelle delle 7 regioni in cui si trovano i distretti calzaturieri, hanno attivato gli indirizzi moda che comprendono corsi di indirizzo specifico sul calzaturiero.
Il problema rilevato è che, essendo queste classi di concorso, i dirigenti scolastici hanno l’opportunità di scegliere esperti provenienti dal settore soltanto se non ci sono in graduatoria gli insegnanti.
Questo è un peccato perché spesso non vengono forniti ai ragazzi strumenti sufficienti ed adeguati per conoscere il settore.

Per questo motivo Assocalzaturifici ha attivato un protocollo di intesa con Anpal per migliorare la qualità dei progetti di alternanza scuola-lavoro che possano garantire sia alle aziende che alle scuole una collaborazione proficua.

Formazione post-diploma

Per gli studenti diplomati il settore calzaturiero offre diverse opportunità:

Corsi IFTS (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore) che vengono finanziati dalle Regioni e che sono completamente gratuiti per gli studenti e vengono attivati di anno in anno sulla base delle esigenze formative delle aziende del settore. Sono terminati negli ultimi giorni corsi IFTS in Lombardia, nelle Marche, in Emilia Romagna, in Veneto per “Tecnico Calzaturiero” che saranno rifinanziati e ripartiranno nel mese di ottobre. La durata del corso è annuale (indicativamente da ottobre a luglio)

Corsi ITS (Istruzione Tecnica Superiore). Si tratta di Fondazioni che hanno all’interno aziende, università e scuole superiori e che erogano corsi sul calzaturiero, dal tecnico di processo e di prodotto, al coordinatore di collezione, al tecnico del marketing e dell’internazionalizzazione, sempre in ambito calzaturiero e moda.

Assocalzaturifici collabora e promuove:

  • ITS “Moda calzature” nelle Marche
  • ITS Cosmo in Veneto e Lombardia
  • ITS Moda in Campania
  • ITS MITA in Toscana

e fornisce, ove richiesto, expertise e docenze.

La durata dei corsi è biennale e vengono forniti crediti formativi per proseguire con l’Università. L’occupabilità dei ragazzi che frequentano questi corsi è circa dell’85%.

Per entrare nei corsi IFTS e ITS occorre fare una selezione con requisiti minimi (diploma di qualifica e lingua inglese).

Corsi privati soprattutto per la figura del modellista. Scuole come Arsutoria, Cercal e Politecnico Calzaturiero, che sono nel network formativo di Assocalzaturifici, realizzano corsi privati per questa figura molto ricercata nelle aziende calzaturiere. Funzionano molto i corsi del sabato mattina che sono indirizzati a chi già lavora in azienda e che vuole migliorare la sua posizione lavorativa.

Sei un lavoratore e vuoi migliorare la tua conoscenza del mondo della calzatura?

Abbiamo realizzato un corso di modelleria calzature proprio per te.

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Investire in una carriera di successo nella pelletteria

Come mai oggi, giovani e meno giovani, dovrebbero puntare sul settore pellettiero per la propria formazione o per perfezionare le proprie conoscenze? Perché la pelletteria è una delle voci importanti nei bilanci dei marchi più quotati al mondo e la borsa è l’accessorio moda per eccellenza, in quanto a successo presso il consumatore finale. Per […]

Come mai oggi, giovani e meno giovani, dovrebbero puntare sul settore pellettiero per la propria formazione o per perfezionare le proprie conoscenze? Perché la pelletteria è una delle voci importanti nei bilanci dei marchi più quotati al mondo e la borsa è l’accessorio moda per eccellenza, in quanto a successo presso il consumatore finale.
Per non parlare della richiesta continua di addetti che i produttori di borse manifestano ormai da tempo: «La nostra principale preoccupazione – racconta Stefano Magri di Renato Corti, nota pelletteria milanese con cui ARSUTORIA School collabora nell’ambito di un ampio progetto formativo – è preservare competenze e savoir-faire tipico della pelletteria tradizionale di alto livello».
Anche Francesca Busiello, Senior Account Manager dell’agenzia per il lavoro Quanta – con cui ARSUTORIA School ha collaborato in occasione di corsi sia per modellisti sia per prototipisti, sponsorizzato da note firme della moda – conferma il dato di un settore bisognoso di manodopera: «La richiesta di personale specializzato nel settore pelletteria è in continuo aumento: addetti al banco, tagliatori di pelle, macchinisti, modellisti sono solo alcuni dei profili più richiesti dal mercato.
Il problema maggiore con cui si scontrano le aziende quotidianamente è, infatti, la difficoltà di reclutare personale formato da inserire in azienda, quando – come accade oggi – molti addetti sono ormai prossimi alla pensione. Stiamo lottando per supportare le aziende nel ricambio generazionale, ma le offerte di lavoro superano abbondantemente le domande».

GIOVANNA GARAVAGLIA, RESPONSABILE DEL SETTORE FORMAZIONE UNIC

FORMAZIONE PROFESSIONALE

Cosa cercano oggi le aziende? Lo chiediamo a Matteo Pasca, direttore di ARSUTORIA School: «Nella ricerca del personale specializzato sono fondamentali tre aspetti: in primo luogo i cosiddetti ‘soft skill’. Le aziende cercano persone affidabili che si inseriscano in maniera positiva nel sistema di relazioni di una fabbrica e che sappiano mettere in campo attitudini personali, oltre a quelle tecniche. Il secondo grande tema è quello delle aspettative dei lavoratori: le aziende hanno bisogno di persone determinate a lavorare in un contesto produttivo, e non di chi vede la produzione come un passaggio verso lo stile o altre funzioni aziendali. Infine, ma non meno importante, è fondamentale possedere abilità manuali e conoscenze tecniche di base, così da poter essere inseriti rapidamente nel processo produttivo con una preparazione in ambiti come il design delle borse, le tipologie di borse e pochette, e gli accessori metallici. I ritmi di oggi sono troppo veloci per pensare di assumere persone senza alcuna esperienza e affiancarle a lavoratori senior, come spesso accadeva in passato”.
Proprio questi sono i cardini su cui è imperniata la formazione professionale offerta da ARSUTORIA School, come spiega Elena Scavardone, ex-insegnante con alle spalle oltre 10 anni di esperienza presso alcune delle più importanti griffe della moda: «Trasmettiamo agli allievi un metodo di lavoro concreto, lo stesso che si applica nei laboratori delle grandi aziende del lusso. Da noi si impara anche la teoria, ma soprattutto la concretezza di toccare con mano e conoscere i materiali, l’importanza e la varietà dei rinforzi, le problematiche legate
alla realizzazione dei modelli e si impara a costruire con le proprie mani dei veri prototipi di borse, grazie alla presenza di un laboratorio completamente attrezzato proprio all’interno della scuola».
Un tipo di formazione che dà i suoi risultati, come sottolinea Francesca Busiello: «La partnership con ARSUTORIA, nata 4 anni fa, soddisfa esattamente la richiesta dei nostri clienti. Al termine del percorso, infatti, gli studenti più meritevoli sono inseriti in primarie aziende del comparto pelletteria con contratti di somministrazione di lavoro a tempo determinato o contratti di apprendistato diretti in azienda».
Lo confermano dalla Renato Corti: «Ci siamo resi conto che la cultura del nostro lavoro si può insegnare, quando invece credevamo si potesse solo trasmettere di generazione in generazione. Su 15 studenti partecipanti al progetto Renato Corti Academy in collaborazione con ARSUTORIA School, più della metà (dopo uno stage di 6 mesi) approda a un impiego in reparto modelleria o produzione. Il bilancio è ottimo!»

CONNESSIONE PROFONDA CON IL SETTORE

ARSUTORIA School non è solo la scelta perfetta per chi vuole imparare un mestiere ma anche l’occasione per immergersi a 360 gradi nel mondo della pelletteria. Lo dimostrano le tante iniziative di questi anni:
• i workshop tecnici per la realizzazione prototipi per gli studenti delle scuole di design come l’Istituto Marangoni e la Domus Academy,
• la produzione, nel laboratorio interno della scuola, di prototipi di borse da esibire nelle fiere internazionali presso gli stand delle aziende italiane di materiali,
• i workshop rivolti ai manager di importanti brand di prodotto finito,
• le visite guidate a pelletterie rinomate e portabandiera della tradizione e del lusso italiani,
• la collaborazione con UNIC, Unione Italiana Conciatori e la fiera Lineapelle (vedi il box sulla pagina precedente),
• i progetti europei quali Erasmus +Leia che inizierà a Ottobre 2019 il cui ambizioso obiettivo è di sfruttare le tecnologie digitali per la formazione delle figure professionali tecniche.

STEFANO MAGRI DI RENATO CORTI ALL’ARSUTORIA SCHOOL CON I RAGAZZI DELL’ACADEMY

L’ESPERIENZA DEGLI STUDENTI

Ma niente è meglio che ascoltare dalla viva voce della statunitense Margaret Hennessey, diplomata alla prima edizione del corso master semestrale di borse, qualche commento sull’esperienza presso ARSUTORIA School.
«Ho iniziato tre anni fa a studiare il mondo della pelletteria come autodidatta e a costruire borse seguendo corsi online, fino a quando mi sono resa conto che avevo bisogno di imparare un metodo corretto e professionale per progettare e realizzare i miei modelli.»
Perciò ha scelto di venire in Italia e frequentare il semestre formativo di ARSUTORIA School. «Per le prime dodici settimane ho partecipato al Corso per Modellista, in cui ho realizzato moltissimi campioni di borse, imparando a tagliare i materiali, a scarnire e spaccare la pelle, utilizzare rinforzi, a cucire e a fare tutti i passi necessari per realizzare un prototipo completo di borsa.
A questa prima fase è seguito un Corso di Design di 4 settimane in cui abbiamo affrontato problematiche legate al progetto di una collezione di borse, considerando tematiche legate al disegno tecnico, per poi passare al corso di 1 settimana in cui ci siamo addentrati nei concetti di branding e strategia di marketing, analizzando mercato e consumatore.
Nell’ultima parte del semestre (il Corso Making di 3 settimane) ho messo a frutto e perfezionato tutte le conoscenze acquisite in precedenza e realizzato dall’inizio alla
fine, nel laboratorio interno alla scuola, 3 borse: una tote, una clutch e uno zaino».
L’aspetto interessante dell’esperienza, Margaret lo scopre una volta tornata in North Carolina: «Ho potuto fin da subito dedicarmi al mio brand, portarne la qualità a un livello superiore. Ora vendo la mia linea online (www.margarethennessey.co), e progetto di farla crescere gradualmente, mantenendo vivo il concetto di artigianalità e cura del dettaglio e mettendo a frutto tutto ciò che ho imparato in Italia».

MARGARET HENNESSEY DURANTE I CORSI DELL’ARSUTORIA SCHOOL

C’è lavoro nel settore calzature!

La formazione è la risposta concreta con cui possiamo avviare un processo di rilancio del calzaturiero italiano e confermarne il primato nel mondo”, così Siro Badon, ex-presidente Assocalzaturifici, introduce un tema cruciale per il settore scarpe, fondamentale volano dell’economia italiana. Nell’attuale dibattito politico si parla tanto di rilanciare il lavoro in Italia, soprattutto per i […]

La formazione è la risposta concreta con cui possiamo avviare un processo di rilancio del calzaturiero italiano e confermarne il primato nel mondo”, così Siro Badon, ex-presidente Assocalzaturifici, introduce un tema cruciale per il settore scarpe, fondamentale volano dell’economia italiana.

Nell’attuale dibattito politico si parla tanto di rilanciare il lavoro in Italia, soprattutto per i giovani. Le soluzioni non sembrano facili da trovare, nonostante in molti settori, soprattutto del manifatturiero, non manchi la richiesta di nuove leve.
Nel settore calzaturiero, per esempio, di lavoro ce ne sarebbe! Ma quale lavoro e quali sono le reali esigenze delle aziende? In questo articolo – grazie al contributo dell’Associazione di riferimento del comparto e di importanti aziende di componenti e prodotto finito – prendiamo in esame:
– la situazione del mercato del lavoro fra le aziende della filiera calzature
– l’importanza di investire in formazione
– quali profili cercano le aziende e quali attitudini richiedono
– i percorsi formativi da intraprendere per assicurarsi una posizione

©RossiModa

IL MERCATO DEL LAVORO NEL SETTORE CALZATURE

È Siro Badon, ex-presidente di Assocalzaturifici e importante imprenditore nel settore delle calzature,
a introdurre il tema: «Le aziende calzaturiere stanno attraversando una fase molto delicata, contrassegnata dal ricambio generazionale, soprattutto per quanto riguarda le figure impiegate nella fascia produttiva. Si stima che nell’intero sistema moda, da qui a tre/cinque anni, mancheranno 48.000 tecnici.
Il timore è che, nonostante siano specializzate, le scuole che si occupano del nostro comparto non saranno in grado di colmare questo importante divario, sia in termini numerici che di know-how. Per imparare bene il mestiere, infatti, non basta una preparazione accademica. I giovani, inseriti in azienda, hanno la necessità di essere affiancati dai più esperti per imparare a fondo le varie dinamiche. Ciò richiede un fortissimo investimento, in tempo e risorse economiche, che spesso le imprese non hanno la possibilità di attuare».

Helene Zago ex-direttrice risorse umane e Isabella Dibitonto, attuale HR director di RossiModa, prestigioso calzaturificio veneto, spiegano ulteriormente la situazione in cui versa il mondo della produzione calzaturiera: “L’età media nei nostri vari reparti di produzione (dal taglio al finissaggio) è particolarmente alta, il che pone l’urgente problema del ricambio generazionale. Noi lo stiamo affrontando già da 6 anni attraverso la nostra scuola interna che forma giovani aspiranti con corsi di 2 o 3 mesi, trasmettendo loro un “saper fare” sia tecnico che teorico. Li prepariamo per poi affiancarli a profili senior che possano completare la loro preparazione sul campo, in particolare nei settori montaggio e finissaggio.
Tramite la collaborazione con il Politecnico Calzaturiero e l’agenzia per il lavoro Umana, e sfruttando la formula FormaTemp, abbiamo inoltre attivato un corso di formazione personalizzato sulle nostre esigenze (orlatura, montaggio e controllo qualità) che ci permette di lavorare con 10 o 12 ragazzi a cui poi offriamo uno stage. Un terzo di loro, mediamente, viene infine assunto”.
Molto simile l’esperienza di ARSUTORIA school, di cui parla il suo direttore, Matteo Pasca: “Giovani orlatrici pronte da inserire nel mercato del lavoro non ce ne sono, come ci ha confermato la richiesta di un calzaturificio del distretto di Parabiago che ha deciso di investire in un corso di formazione per 8 figure professionali. Così abbiamo allestito, presso la nostra sede milanese, un laboratorio per l’orlatura e avviato una collaborazione tra l’azienda (che preferisce rimanere anonima) e un’agenzia interinale. L’intesa ha permesso a 8 ragazze (alla prima esperienza o in percorso di reinserimento professionale) di seguire gratuitamente un corso di formazione che ha previsto lezioni frontali ed esperienza in fabbrica. Il corso, co-finanziato dal fondo FormaTemp, ha condotto alla piena assunzione di tutte le partecipanti”.
È ancora Siro Badon, infine, a far emergere un’ulteriore problematica: “Il nostro settore offre molte opportunità di lavoro, è evidente, ma il comparto non risulta particolarmente attrattivo per le nuove generazioni. È pertanto necessario rinverdirlo, donargli nuovo appeal sia verso i giovani che verso le loro famiglie. Spiegare in modo chiaro le tante e vantaggiose opportunità lavorative che il settore offre”.

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PERCHÉ È IMPORTANTE INVESTIRE IN FORMAZIONE

Lo spiega bene Silvia Paganini, co-titolare del Tacchificio Villa Cortese e Presidente del Gruppo Giovani di Confindustria Alto Milanese: “Per quanto riguarda il mondo dei componenti della calzatura (ma il concetto, riteniamo, risulta valido per l’intera filiera, n.d.r), la crescita delle grandi griffe ha comportato un adeguamento delle strutture aziendali. Ora è necessario essere ben organizzati, ma sempre flessibili, fornendo un’accurata attenzione a prodotto e servizi. Attraverso l’open innovation, la contaminazione con l’intera filiera e forti investimenti in ricerca e sviluppo, ci si deve porre nei confronti dei nostri clienti non solo come fornitori, ma come partner e solution provider con l’obiettivo di anticipare le loro esigenze tecniche e commerciali. È chiaro che per un lavoro ormai così complesso è necessaria una continua formazione per chi già occupa posizioni nel mondo del lavoro e per chi deve entrarci”.
Siro Badon ribadisce il concetto: “Assocalzaturifici è fermamente convinta che investire sulla formazione e sulle competenze sia altamente strategico per il futuro del comparto. È, infatti, fondamentale formare nuove figure professionali in grado di innovare le aziende del calzaturiero Made in Italy e coniugarsi al meglio con la nostra tradizione e gli standard di eccellenza che caratterizzano la nostra produzione”.

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QUALI PROFILI E ATTITUDINI SONO RICHIESTE

Dopo aver ascoltato tutti gli interlocutori pare evidente che, pur contando le competenze tecniche specifiche, abbiano valore, per le aziende della filiera calzature, anche le cosiddette soft-skill: quelle attitudini di curiosità, capacità di apprendimento e di lavorare in gruppo, oltre alla disponibilità al ‘sacrificio’.
“Le professionalità chiave all’interno della nostra azienda – spiega Silvia Paganini – sono senza dubbio quelle tecniche, le più difficili da reperire sul mercato. Ma, nella crescente complessità dettata dalla velocità di adeguamento alle nuove tecnologie e dalla frammentazione delle commesse, le competenze tecniche non bastano più: serve creatività e capacità di lavorare in team, prerequisiti di tutti i processi di innovazione; servono attitudine al cambiamento, unica costante rispetto alla volatilità delle competenze, nonchè flessibilità e curiosità”.
Per Siro Badon “le aziende del settore cercano giovani motivati, appassionati e, soprattutto, che abbiano voglia di imparare”.
Da RossiModa aggiungono: “Cerchiamo persone anche prive di qualsiasi esperienza. Ciò che conta di più, per noi, sono le motivazioni. La competenza specifica la forniamo in seguito. Altro aspetto importante è comprendere perfettamente le aspettative dei candidati (e in tal senso le agenzie del lavoro risultano fondamentali per aiutarci a operare una prima scrematura) perché è cruciale pesare le reali ambizioni dei ragazzi: devono essere calibrate e commisurate con le esigenze dell’azienda. Spiego perché: la formazione di queste persone è un investimento a lungo termine, di cui apprezziamo i risultati dopo circa 3 anni. E dovrà passare ancora diverso tempo per poter disporre di buoni pre-montatori, per esempio. È una scommessa che implica, quindi, un notevole investimento di risorse, perciò la selezione iniziale deve essere particolarmente accurata”.

Sempre alle responsabili di RossiModa chiediamo le caratteristiche che deve avere non solo una figura di produzione, ma anche quella di un Product Manager: “Per noi è un ruolo cruciale. Ogni maison nostra cliente è seguita da un gruppo di lavoro dedicato e i vari uffici di sviluppo prodotto devono interpretare le esigenze degli uffici stile interni ai vari brand per poi ingegnerizzare le collezioni. I nostri product manager provengono per il 50% dal mercato (profili senior) e per il resto da un percorso formativo interno in cui sono stati coinvolti anche tutti gli assistenti. Un lavoro molto impegnativo, che ha richiesto 5 anni di tempo. Abbiamo selezionato profili dal mondo economico (in prevalenza provenienti dallo IUAV di Venezia) o da esperienze come IED e Marangoni. Persone con un background universitario che non per forza avessero conoscenze calzaturiere pregresse”.

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PERCORSI FORMATIVI

In qualità di Presidente del Gruppo Giovani di Confindustria Alto Milanese, Silvia Paganini sottolinea: “Crediamo fortemente nella collaborazione con le scuole. I giovani studenti sono gli attori del futuro, i nuovi imprenditori e i nuovi collaboratori. Siamo convinti sia indispensabile investire su di loro per garantire continuità e solidità al futuro delle nostre aziende e del Made in Italy. Collaborare con ARSUTORIA school in numerosi progetti, per esempio, ci ha permesso di creare consapevolezza riguardo le professionalità del settore calzaturiero e di supportare le aziende, formando adeguati profili tecnici”.
Anche Assocalzaturifici si dice soddisfatta della partnership con l’istituto milanese: “È un bilancio sicuramente positivo quello per i due progetti IFTS ‘Tecnico di industrializzazione del prodotto e del processo per il settore calzaturiero lombardo’ attivati con ARSUTORIA school. Percorsi che hanno portato a preparare e motivare molto bene gli allievi, inseritisi poi nelle aziende con reciproca soddisfazione. Purtroppo, la formula dell’IFTS presenta due problematiche: è oggetto di bando e finanziamento da parte di Regione Lombardia e, perciò, non consente di dare continuità al percorso. In secondo luogo, i tempi del finanziamento non permettono un’adeguata promozione dell’iniziativa con il rischio di non ricevere sufficienti adesioni”.

Da ricordare che Arsutoria non si limita a formare le figure professionali dedicate alla produzione e produzione di scarpe, ma anche quelle che operano in ambito design o manageriale.
È al servizio del settore grazie alla formazione finanziata dai fondi interprofessionali ed eroga workshop brevi plasmati sulle esigenze delle aziende: dagli addetti alle vendite al personale degli uffici, risorse umane, ecc.

Oppure con i corsi ad hoc per chi desidera lanciare il proprio marchio di calzature. Pensato per chi vuole creare un proprio marchio di calzature, le vuole produrre in Italia o in Europa, e vuole evitare i principali errori causati dalla mancanza di esperienza, per partire in maniera efficiente ed essere competitivo. C’è anche la modalità online per coloro che vogliono conciliare la vita lavorativa con gli studi di formazione.

E poiché le sneaker, negli ultimi anni, si sono imposte sul mercato delle calzature come uno dei prodotti di riferimento assoluto, capace di influenzare profondamente anche il mondo della moda e visto che, oggi, non vi è marchio di rilievo che non proponga sneaker nelle proprie collezioni. Ed è per questo che all’interno dei corsi tecnici e di design di Arsutoria School approfondiamo temi come le parti della sneaker, struttura, le tecniche per il sneaker making. Nei corsi di design invece l’obiettivo è quello di fornire agli studenti le competenze per poter disegnare le proprie sneaker e lanciare la propria collezione.

Per chi, invece, desidera formarsi come figura professionale a tutto tondo, in grado di entrare preparato nell’industria delle calzature, ARSUTORIA school offre il programma intensivo di un anno. Un approccio molto pratico attraverso cui apprendere ogni aspetto della produzione di scarpe: dal design alla realizzazione di modelli, passando per una vasta gamma di costruzioni tecniche per finire nel percorso 3D, sia per da donna che da uomo, dagli stili casual a quelli eleganti. E approfondire la conoscenza dei materiali, comprendendone le logiche di acquisto.

Per approfondire, può essere letto l’articolo sul Master in Accessori Moda: perchè in Arsutoria School il Master in calzature e il Master in borse si chiamano Diploma.
Il programma offre una duplice visione sul settore della calzatura: innovazione e tradizione. Gli studenti apprendono l’uso di software specifici per la modellazione 2D e 3D: realizzano un prototipo in microfibra progettato con questi strumenti e tagliato con strumenti e  macchinari all’avanguardia. Sperimentano, così, cosa significa realizzare un campione prima di iniziare la fase di prototipia e produzione. Gli studenti hanno anche l’opportunità di esplorare la propria creatività attraverso lo sviluppo di una collezione, progettando e creando un piano di merchandising, arricchendo così il portfolio base per il proprio marchio di calzature. Dopo aver acquisito competenze tecniche, lavorano a stretto contatto con artigiani italiani, nel laboratorio calzaturiero interno alla scuola, realizzando le proprie paia di scarpe (dalle sneaker alle décolleté, dai sandali alle allacciate).
Parte significativa del programma è dedicata, inoltre, al tutoraggio di startup di marchi: come lavorare con le fabbriche e come approcciarsi alle prime collezioni. E per completare la formazione, esperienze come la “Industry & Material week” del percorso di design all’interno delle 15 settimane in cui ci sono delle masterclass, workshop and visite organizzate alle maggiori aziende del settore, showroom e fiere specializzate.
Dal 2025, si introducono lezioni dedicate all’intelligenza artificiale, per padroneggiare strumenti a supporto del design. Vizcom, l’AI integrata in Photoshop solo per citarne alcuni.

Chiosiamo con le parole di Siro Badon: «Il lavoro di noi calzaturieri è bellissimo: coniuga manualità e creatività oltre a offrire possibilità molto concrete di inserirsi in uno dei comparti più prestigiosi del made in Italy».

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Shoe Designer: come diventarlo, profilo professionale e requisiti formativi

[toc] In questo articolo vogliamo fornire una panoramica completa sul percorso di studi e la preparazione necessaria per diventare un talento nello shoe design. Shoe Designer: quali mansioni ricopre Gli shoe designer disegnano calzature per la propria linea o per il brand per il quale lavorano e prestano le loro competenze, utilizzando la loro conoscenza […]

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In questo articolo vogliamo fornire una panoramica completa sul percorso di studi e la preparazione necessaria per diventare un talento nello shoe design.

Shoe Designer: quali mansioni ricopre

Gli shoe designer disegnano calzature per la propria linea o per il brand per il quale lavorano e prestano le loro competenze, utilizzando la loro conoscenza estetica e di prodotto nel settore moda, design e calzature. Gli shoe designer in genere seguono percorsi di formazione in grado di consentire loro una familiarizzazione con i software di progettazione e di design.

Leggi anche: Software per disegnare scarpe

Informazioni essenziali per diventare uno Shoe Designer

Gli Shoe Designer usano la loro conoscenza delle tendenze nel settore calzaturiero, del making, dei materiali e del design per concettualizzare e sviluppare nuove calzature. Gli aspiranti designer di scarpe che completano il programma di laurea o di formazione tecnica possono avere un vantaggio competitivo nel mercato del lavoro. E’ soprattutto con la partecipazione a corsi di natura pratica e operativa che possono davvero imparare tutte le tecniche e i segreti per diventare uno shoe designer di successo, così da avere l’opportunità di mettere in mostra il proprio talento all’interno del mercato del lavoro.

In genere, i professionisti designer dovrebbero anche costruire e implementare costantemente un proprio portfolio lavori, contenente le proprie collezioni, proprio per mostrare alle potenziali aziende e brand le proprie capacità.

Profilo carriera per un designer di scarpe

Dalla concettualizzazione al prodotto finale, i designer creano scarpe per linee di calzature nuove o esistenti. Usando la loro vasta conoscenza delle tendenze del settore, concetti di design, modelli e materiali, disegnano i disegni a mano o con l’assistenza del software CAD (computer-aided design). Una volta completati i progetti, viene creato, perfezionato e utilizzato un prototipo per creare campioni per fiere del settore e per i propri portfolio. Il livello di coinvolgimento pratico dei designer di scarpe durante tutto il processo di progettazione dipende dal loro livello di esperienza e dalle dimensioni dell’azienda per cui lavorano.

Requisiti formativi per i designer di calzature

Gli aspiranti designer di scarpe possono completare programmi di studio legati al design, ma certamente non è sufficiente per possedere una formazione completa; di fatti, un professionista completo del settore calzaturiero dovrebbe avere le giuste conoscenza anche del making di calzature. Per entrare nel dettaglio del making calzaturiero, vi sono alcune materie e argomenti utili allo sviluppo pratico delle proprie competenze:

  • Modelleria. Dall’analisi della forma alle misure proporzionali, è necessario che il professionista maker e designer di calzature sappia come coprire la forma con il nastro adesivo, rimuoverlo e spianarlo sul cartone per creare la camicia della forma. Da ciò sarà possibile applicare le cambrature necessarie per preparare la camicia per lo specifico modello, oltre a disegnare le linee di stile sulla camicia spianata e infine ricavare i pezzi con tutti i dettagli tecnici utili e necessari al taglio, alla preparazione, all’orlatura e al montaggio.
  • La conoscenza dei materiali. Oltre alla conoscenza delle misure proporzionali delle forme e dei diversi sistemi usati per la misurazione di taglie e calzate, è necessario che il professionista conosca i diversi materiali, ad esempio le pelli. Nel dettaglio è opportuno che lo stesso conosca quali finissaggi sono disponibili sul mercato e come utilizzare la stessa pelle nella fase di produzione, ad esempio nel taglio delle diverse parti dei modelli nelle sagome, con l’obiettivo di ottimizzare i consumi, mantenendo l’estetica e la qualità della calzatura.
  • Prototipia della calzatura. E’ importante inoltr,e che l’aspirante designer e/o maker di calzature sappia realizzare la propria tomaia, montarla sulla forma insieme alla fodera, incollare il fondo, tacco e suola e infine rifinire la scarpa.

E’ doveroso precisare che il making non è una parentesi nella conoscenza e nel lavoro di un designer di scarpe, ma è di fatti la parte cruciale per comprendere la reale composizione di una calzatura. Comprendere questo passaggio è fondamentale per accedere al mercato del lavoro, in quanto le competenze relative al making di calzature sono sempre più spesso apprezzate e ricercate dai datori di lavoro.

Designer di calzature. Cosa fare dopo gli studi?

Stage

E’ certamente importante poter subito mettere in pratica le proprie competenze in un posto di lavoro. Tra le occasioni più alla portata vi è certamente quella di intraprendere uno stage presso un’azienda o uno studio di design. Il consiglio che sentiamo di darvi è quello di presentarvi ai colloqui non solo con un curriculum vitae aggiornato ma anche e soprattutto con un proprio portfolio, che dovrebbe contenere dei mood board interessanti e nel caso del luxury dei bozzetti ben fatti.

La fabbrica di scarpe

Trascorrere del tempo in fabbrica probabilmente è basilare per un professionista calzaturiero. In ambienti molto vicini alla produzione è possibile approfondire ciò che si è imparato nella modelleria calzaturiera durante i propri corsi di studi. E’ proprio dentro la fabbrica che prende forma una scarpa ed è proprio qui che i bozzetti di un designer prendono consistenza.

Lanciare la propria collezione…ma non troppo presto

Ha un senso logico pensare che il fine dei propri studi in making o in design di calzature abbia come obiettivo finale la messa a mercato della propria collezione di scarpe. Ma attenzione a non buttarsi troppo presto e con poca esperienza, in quanto il rischio di avere un flop è senza dubbio molto alto. Prendiamo per questo in prestito una frase simbolica di Sophia Webster, nota designer di calzature:

Bisogna fare più esperienza possibile e sbagliare, ma con il budget di altri.”

Costruire il proprio network

Nella moda come in tutti i settori lavorativi è importante costruire le proprie relazioni. Artigiani, produttori e fornitori sono alla base del lavoro di un professionista designer calzaturiero, in quanto queste figure sono la fonte stessa del suo mestiere e in parte nè determinano il successo.

 

 Tenacia, creatività e ambizione

Vogliamo concludere questo articolo con queste tre parole chiave che dovrebbero essere alla base di tutti i sogni di un designer. I tre sostantivi, sono e saranno sempre il file rouge che lega e porta in vetta il successo di una persona nel campo della moda.

Ricordatevi sempre che:

Il successo arriva quando l’opportunità incontra la preparazione”. Zig Ziglar

Software per disegnare scarpe

In questo articolo cerchiamo di capire quali software sono utilizzati dai designer di scarpe. Prima di entrare nello specifico dell’argomento dei software da usare per il design delle scarpe è utile fare una premessa: come si diventa designer di scarpe?

Diversi tipi di design (e designer)

Crediamo sia giusto distinguere tra designer di scarpe di moda, designer di scarpe sportive (categoria nella quale comprendiamo gli sport di montagna come il trekking o l’arrampicata) e designer di scarpe per utilizzi particolari quali le scarpe da lavoro e di sicurezza. Difficile racchiudere in queste tre categorie tutte le calzature in commercio: basti pensare a chi realizza il design delle ciabatte infradito da spiaggia in plastica (le cosiddette flip-flop) o delle scarpe da bambino, chi disegna le scarpe da sposa o le scarpe da danza.

Nella categoria delle scarpe di moda possiamo far rientrare tutte quelle aziende che propongono dei nuovi articoli con la cadenza delle stagioni. Tradizionalmente due volte l’anno anche se ormai sempre più aziende lavorano su quattro lanci di collezione ogni anno, alcune addirittura sei e altre sfornano prodotti di continuo (basti pensare ai colossi del fast fashion come Zara ed H&M).

I designer che lavorano per queste aziende di solito provengono da studi di fashion design o si sono formati sul campo. Ci sono scuole che propongono corsi di design delle scarpe e in genere sono scuole che consideriamo scuole di moda. Molti designer tuttavia non hanno fatto corsi di moda ma hanno imparato ad applicare la loro creatività al design delle calzature.

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La maggior parte di questi designer continuano a disegnare usando unicamente carta e penna. Alcuni partono da una forma (l’utensile di legno o di plastica che si usa per produrre le scarpe) ci mettono sopra del nastro adesivo o un guscio di plastica (una formella) e disegnano le linee della scarpa direttamente sull’oggetto tridimensionale. Così facendo il passaggio tecnico dal design al modello sarà un poco più semplice e preciso perché il design già è fatto sulla forma che servirà poi per produrre la scarpa.

Il digitale nel design delle calzature moda

Software grafici

Alcuni designer hanno iniziato ad usare dei software di illustrazione e grafica: i più usati sono Illustrator e Photoshop della Adobe. Grazie ad Illustrator il design diventa un file vettoriale e quindi facilmente modificabile. Grazie a Photoshop è possibile scannerizzare dei materiali (es. la pelle o i tessuti) e applicare le texture scannerizzate al design in modo da realizzare un cosiddetto rendering cioè un design più simile alla realtà che oltre a mostrare le linee di stile simula anche l’aspetto finale che avrà la scarpa una volta realizzata con i materiali.

Dalla matita ai pixel, ed oltre

Può capitare che, durante il processo creativo, si abbia un’idea ma si voglia cercare ispirazione, fare brainstorming o visualizzare il disegno in modo più realistico per prendere le decisioni migliori.
In fatti, oggi, oltre ai software, ci sono a disposizioni di tutti anche strumenti che supportano i designer nel processo creativo. E non solo: dopo aver creato i disegni di una collezione di scarpe, ora è possibile sviluppare un’intera campagna grafica per rendere i concetti ancora più tangibili.
Per questo motivo, a partire dal 2025, alla luce del potenziale offerto da alcuni strumenti di intelligenza artificiale, abbiamo deciso di includere lezioni dedicate nel nostro corso Hand Drawing, Digital and AI Tools for Footwear, con piattaforme come Vizcom e le funzionalità AI integrate in Photoshop.
Dai un’occhiata a questo articolo, dove esploriamo un caso reale e 5 strumenti AI che ogni designer di calzature dovrebbe conoscere.

CAD 3D per la calzatura

Alcune aziende hanno iniziato ad utilizzare i software CAD 3D per il design delle scarpe di moda: è noto il caso di Tempe (Zara) dove il gruppo di oltre 50 designer di scarpe realizza il design dei prodotti con Icad3d+. Lo stesso accade all’interno del gruppo tedesco Deichmann che usa anche esso Icad3d+ o del gruppo americano Wolverine che usa Romans CAD. Il vantaggio maggiore di realizzare un design 3d nelle aziende della moda a nostro parere è legato alla possibilità di comunicare in maniera più efficace e precisa a chi produce il design ed evitare in questo modo interpretazioni ed aggiustamenti che richiedono poi revisioni e modifiche (cioè tempi e costi).

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Non solo i marchi del fast fashion ma anche un marchio del lusso come Hermes utilizza un software di design 3D (in questo caso Romans CAD) per coordinare il lavoro tra i designer e i modellisti della fabbrica. In questo caso il processo è organizzato in maniera differente: i modellisti in fabbrica in Italia ricevono le idee dai designer francesi in maniera tradizionale e realizzano dei design 3D prima di iniziare la prototipia vera e propria.

Oltre a Romans e Icad3d+ già citati, esistono altri software di design 3D usati nel settore della scarpe quali Shomaster e Procam per citarne alcuni. Tutti software che permettono non solo di realizzare il design 3d della scarpa ma anche, partendo da esso, di realizzare il modello tecnico cioè le istruzioni per tagliare i pezzi della tomaia e della fodera delle scarpe.

Il digitale nel design delle calzature sportive

Passando dal mondo della moda alle aziende dello sport le cose cambiano notevolmente. I tempi di lancio di nuovi prodotti sono diversi: l’innovazione tecnica e la necessità di garantire delle performance richiedono tempi più lunghi ai gruppi di lavoro che svolgono la ricerca, la progettazione, l’industrializzazione e i test sul campo dei prodotti messi sul mercato. Si pensi ad esempio alle flyknit di Nike che sono rimaste in incubazione per alcuni anni prima di essere lanciate sul mercato nel 2012.

I designer di calzature sportive

Chi disegna le calzature sportive? Nelle aziende dello sport è più difficile trovare designer provenienti da scuole di fashion design. È molto più frequente incontrare designer che provengono dal design industriale e dal design di prodotto. Probabilmente perché questo tipo di figure è più abituato a pensare il design in termini di funzionalità più che in termini di estetica, perché sono più abituate a fare ricerca sui materiali e hanno una maggiore familiarità con la progettazione di oggetti stampati quali la gomma o le plastiche che sono i materiali usati per le suole delle calzature sportive.

Non bisogna dimenticare che quello dello sport è soprattutto un mondo di appassionati (si legga ad esempio il libro di Phil Knight “Shoe Dog” sulla storia di Nike). È quindi frequente che le aziende dello sport cerchino il loro personale, designer compresi, tra gli sportivi stessi o tra gli appassionati delle discipline sportive. Il motivo è semplice: queste persone sanno quali sono le necessità di chi pratica uno sport perché loro stessi lo praticano con passione (si pensi non solo alla corsa ma per esempio alla arrampicata in montagna).

Anche i designer delle calzature sportive sono prevalentemente abituati a disegnare con carta e matita. D’Wayne Edwards fondatore della scuola Pensole che è stato designer in Nike, da sempre dichiara che tutto inizia da una matita (e la matita fa parte del nome della scuola che ha creato per gli appassionati di scarpe sportive). I designer che provengono da studi di design industriale sono tuttavia sempre più abituati a lavorare con i software di grafica. Così come per la moda penso che i software più usati siano Illustrator e Photoshop: probabilmente non per iniziare ma una volta messo a fuoco l’idea creativa per portare il design ad un livello più tecnico. Sempre di più inoltre le aziende dello sport richiedono ai propri designer la capacità di utilizzare i software di modellazione 3D. Nella medesima azienda – si pensi ai giganti come Adidas e Nike ma anche ad aziende quali New Balance, Asics, Brooks, Mizuno ecc. – sono usati software differenti: dai tradizionali software di modellazione 3D quali Rhino e 3Ds Max.

Rhino, Solidworks, Illustrator, e Maya

Esistono diversi software di design 3D che sono molto differenti tra loro in termini di possibilità tecniche e di costo. Una licenza di Rhino – uno dei software più utilizzati – costa meno di 1.000 Euro ed esistono plug-in di Rhino che permettono di automatizzare molte operazioni necessarie per disegnare una scarpa o una suola. Per una licenza completa dei CAD 3D calzaturieri invece (quali Shoemaster, Romans e Icad3D+) non bastano 10.000 Euro.

È possibile usare anche software gratuiti per realizzare il design 3D.

Chiaramente usando questi software ci si ferma al design 3D – e spesso ci vuole molto tempo per realizzare alcune parti della scarpa (si pensi alle stringhe o ai tasselli di una suola carro-armato) che nei software pensati per le calzature possono essere disegnate in maniera più veloce ed automatizzata. Inoltre, difficilmente sarà possibile trasmettere i dati di design a chi si occupa dello sviluppo tecnico (sia per tagliare i pezzi della tomaia sia per realizzare lo stampo di una suola).

In molte aziende questa separazione tra design 3D e sviluppo tecnico sembra non essere un problema. Non è infrequente infatti vedere aziende grandi nelle quali chi si occupa del design ha poco a che fare con chi si occupa dello sviluppo tecnico e l’azienda stessa non favorisce l’utilizzo di sistemi integrati

La stampa 3D nel design della calzatura

Una volta che è stato realizzato un design 3D gli utilizzi sono tanti: è possibile realizzare un prototipo della scarpa usando la stampa 3D. Le stampanti 3D disponibili sul mercato non sono ancora in grado di realizzare scarpe con le stesse performance di quelle prodotte in maniera tradizionale. Però sono già in grado di realizzare maquette per la valutazione estetica delle scarpe e in alcuni casi per una prima valutazione di calzata. Da un design 3D è possibile inoltre utilizzare sofisticati sistemi di rendering e realizzare delle immagini simili a delle fotografie reali. Questo apre alla possibilità di realizzare cataloghi virtuali, e-commerce e vetrine interattive nei negozi e tante altre applicazioni nelle quali il design 3D sostituisce il prodotto fisico.

La calzatura di sicurezza

Infine, vorrei spendere due parole sul settore della calzatura di sicurezza. Un mondo nel quale – in Europa sicuramente ma sempre di più anche negli altri paesi – i prodotti devono soddisfare un articolato sistema di norme che dettagliano le caratteristiche richieste ai cosiddetti dispositivi di protezione individuale (DPI). Per molti versi questo settore presenta aspetti comuni al mondo dello sport: la funzione ha importanza quanto l’estetica. Inoltre, si parla di scarpe con suole in gomma o altre materie plastiche (es. poliuretani) e con costruzioni simili a quelle delle calzature sportive, in particolare molto simili alle scarpe da trekking e da montagna.

Diversamente dal settore dello sport il settore delle calzature di sicurezza non è dominato da aziende enormi e dunque solo in pochi casi si vedono in questo settore innovazioni tecniche quali vediamo nel mondo della calzatura sportiva.

I designer delle scarpe di sicurezza provengono anche essi dal design industriale anche se molti sono tecnici di progettazione e produzione che si occupano anche di pensare il design. La gran parte lavora in maniera tradizionale con carta e matita, alcuni utilizzano i software di grafica e in alcuni casi si vede spuntare l’utilizzo di software per la modellazione 3D. In particolare se si pensa alla complessità della struttura delle suole per le calzature da lavoro e di sicurezza.

Conclusioni

Insomma, il mondo delle scarpe è davvero molto ampio. Non dimentichiamo che tantissime delle scarpe prodotte ogni anno (specialmente nel Far East) sono scarpe di bassissimo valore e realizzate completamente in materiali plastici. Più ci spostiamo però verso calzature con maggiore valore aggiunto, più importante diventa il contributo di chi si occupa del design. Abbiamo visto che alcuni designer provengono da studi creativi, alcuni dalle scuole di moda, altri dal design industriale. In generale le scarpe sono ancora disegnate in modo tradizionale con matita e foglio ma sempre di più le aziende richiedono la conoscenza dei software: in molti casi software di grafica quali Illustrator e Photoshop. I software di design 3D esistono da molti anni ma soltanto da qualche anno iniziano ad essere davvero usati nelle aziende. Iniziando dalle aziende più grandi e in generale dalle aziende dello sport, ma non solo.