Il corso ‘Progettazione 3D di forme e suole’ di Arsutoria School dedica un modulo specifico allo studio e modifica delle forme per calzatura, con le tecnologie di NewLast Group. Un percorso che mette designer, sviluppatori e tecnici a confronto con le radici del processo calzaturiero.
La forma ha vissuto per anni un paradosso: l’oggetto che determina la silhouette della scarpa, che permette di modellare la tomaia, che rende possibile l’assemblaggio finale è rimasta a lungo un punto cieco della formazione. Si insegnava a disegnare e progettare scarpe, a scegliere i materiali, a leggere le tendenze. Ma la forma restava spesso in disparte, qualcosa che si imparava solo dopo anni trascorsi fianco a fianco di un formista esperto, in fabbrica, per tentativi.
Arsutoria School ha ora deciso di dedicarci parte del corso ‘Progettazione 3D di forme e suole‘ che intende fornire agli studenti — designer, sviluppatori di prodotto, tecnici — una comprensione di quello che accade nella fase di progettazione della struttura alla base di una scarpa. E visto che prima di tutto vengono le forme, una intensiva settimana di corso è dedicata proprio a loro.
Paolo Marenghi, Direttore Tecnico di Arsutoria, chiarisce subito i termini in campo:
«La forma è l’inizio di tutto. Dobbiamo considerarla sia come strumento di design — è l’oggetto che darà la silhouette finale al nostro progetto — sia come strumento di produzione: è ciò che ci permette di modellare la tomaia, di attaccare i fondi, di costruire il prodotto finito.»
Non si tratta di istruire tecnici formisti. Marenghi è esplicito su questo limite: «Probabilmente non basta una vita per capire effettivamente come si modella e costruisce questo oggetto fondamentale.» L’ambizione del corso è più mirata, e forse proprio per questo più utile: dare agli studenti la capacità di capire cosa stanno chiedendo quando desiderano una modifica alla forma. Un’altezza di tacco diversa, una variazione sul volume della punta, un intervento sul collo del piede. Chi lavora nel design spesso richiede simili variazioni senza sapere esattamente cosa implichino e se e come siano applicabili. «I designer — spiega Marenghi — riescono dopo questo corso, a comunicare meglio con il tecnico formista. È bene che chiunque lavori alla costruzione di una calzatura conosca le basi per la modifica di una forma, perché è alla base di ogni progetto» .
Per raggiungere questo obiettivo, Arsutoria ha scelto un partner di rilievo: NewLast Group. Prosegue, infatti, la collaborazione fra Arsutoria e NewLast per la formazione delle nuove generazioni sulla progettazione delle forme. Come spiega Andrea Galbiati, Responsabile Tecnico NewLast Group, il valore di questa presenza in aula sta nel rendere visibile un processo che di solito resta nascosto: «Il workflow seguito in questo corso ricalca quello che avviene oggi in un formificio. È come una finestra da cui osservare un paesaggio mai visto prima: cosa c’è dietro la forma, come la si digitalizza, come può il designer o il modellista modificarla, che strumenti ha a disposizione per trasformare un’idea in prodotto» .
Le tecnologie portate in aula da NewLast sono quelle usate in reali ambienti produttivi. Lo scanner DGS8MP — con fotocamere da 8,5 megapixel e tecnologia a luce strutturata, unico nel settore con queste specifiche — permette di digitalizzare una forma in circa cinque minuti, ottenendo un file 3D pronto per le fasi successive di modifica o tornitura. Da quel file si può ricavare tutto: il prototipo fisico, il prototipo virtuale in formato protetto .FRV, il riferimento per il design della tomaia. Il modello digitale — a differenza di quello tradizionale in legno che cambia volume con l’umidità e si affida solo alle capacità umane — diventa un dato stabile da cui partire per replicare le forme ovunque nel mondo, velocemente e con estrema precisione. È questa la prima rivoluzione che NewLast ha introdotto nel settore, trent’anni fa.
Il software di modifica abbinato allo scanner mostra la differenza tra passato artigianale e presente digitale. Galbiati usa un esempio che vale più di qualsiasi descrizione tecnica: «Voglio cambiare la punta quadrata di una forma con una sfilata. Nel processo tradizionale devo fare una copia dei modelli, tagliare le punte, incollarle, aspettare che il pezzo asciughi, mettere lo stucco, rifinire: almeno mezz’ora, con spreco di materiale. Con il digitalizzatore e il software, in dieci minuti digitalizzo il pezzo, effettuo la sostituzione nel software, il modellista indica come deve essere fatta, e il risultato è praticamente immediato. Nessuna copia, nessuno spreco.» Poi aggiunge: «Questo è un esempio su mille delle potenzialità di una forma digitalizzata» ‘
C’è un limite, però, che la tecnologia non può valicare. E vale la pena sottolinearlo: «Non esiste un sistema — neanche con l’intelligenza artificiale — che possa intuire quello che ha in testa lo stilista e trasformarlo in un oggetto fisico che calzi bene», dice Galbiati. Il designer/modellista del futuro non è quello che ignora il metodo tradizionale: è chi saprà pensare nuovi processi a partire dalle potenzialità degli strumenti digitali, trasferendo su quegli strumenti l’esperienza che nessun algoritmo può sostituire. La direzione è opposta alla sostituzione: è espansione di capacità.
È qui che la collaborazione con Arsutoria trova la sua ragione più concreta. «La formazione deve essere completa: bisogna conoscere a fondo il processo di progettazione di una calzatura per poter beneficiare al meglio delle innovazioni tecnologiche».
Ribadisce Marenghi: «Con questo nuovo corso vogliamo fornire la possibilità di guadagnare conoscenza rispetto a ciò che è fondamentale per l’elaborazione di un prodotto.» In un settore dove la distanza tra chi progetta e chi produce rischia di essere sempre più ampia, il nuovo corso Arsutoria e la collaborazione con chi opera quotidianamente nella industry è parte di una visione lungimirante per assicurare un futuro al settore.
Per chi desidera approfondire la conoscenza di EasyLast e della progettazione tecnica delle forme da calzatura, questo corso rappresenta un punto di partenza concreto: una formazione pratica guidata da professionisti del settore, all’interno di una scuola che da quasi un secolo forma i talenti della calzatura.
