Intelligenza Artificiale nel Corso Design: Strumenti, Metodo e L’esperienza degli Studenti
Dall'edizione di gennaio di Making of School - Nel mondo del design di calzature e borse, l’intelligenza artificiale sta entrando in modo sempre più naturale nei processi creativi, ma il suo ruolo non è sostituire il designer.
Velocizzare, amplificare e rendere più leggibile il progetto finale. Valentino Parlato, coordinatore dei corsi di Design di Arsutoria School commenta: “L’AI accorcia i tempi, ma la creatività e la tecnica restano la parte umana del lavoro”. Questa è la visione che guida i corsi di design di scarpe e borse della scuola: integrare strumenti avanzati mantenendo solide basi di disegno, conoscenza tecnica e digitalizzazione. È a partire da questo punto fermo che l’IA diventa un vero alleato.
Workflow e Strumenti
«Un disegno che prima richiedeva fino a un’ora, oggi si può renderizzare in due clic permettendo di liberare del tempo per ripensare, rivedere e migliorare l’idea», spiega Parlato. Le funzioni IA entrano nel workflow secondo una logica precisa: non per generare idee “dal nulla”, ma per rendere più veloce ciò che richiedeva tempi lunghi e per permettere allo studente di concentrarsi sulle decisioni creative. Per prima cosa, nella fase di rendering, che avviene dopo il disegno tradizionale a mano e digitale, l’IA diventa un acceleratore concreto. Caricando un disegno digitale dettagliato e aggiungendo nel prompt riferimenti di materiali, pelli e tessuti, strumenti come Vizcom e Gemini 2.5 Flash generano un’immagine fotorealistica del prodotto con cui si possono creare diverse varianti di materiali e colori.
Il passaggio successivo consiste nel post-editing professionale: i render IA vengono rifiniti in Photoshop per correggere luci, cuciture, elementi metallici e tutti quei dettagli tecnici che l’intelligenza artificiale spesso non riconosce. “È qui che emerge la competenza umana: senza un occhio tecnico, non sarebbe possibile capire se ciò che l’IA restituisce è davvero fattibile”.
RENDERING REALIZZATO CON GEMINI NANO BANANA
Il percorso si completa nel modulo dedicato al Branding e allo Sviluppo Collezione. Durante la costruzione del moodboard gli studenti utilizzano le funzioni IA di Photoshop, come lo scontorno automatico e il Generative Fill, per comporre rapidamente tavole d’ispirazione e palette visive. Per i contenuti dinamici, gli studenti sperimentano con Meta AI, utile per creare brevi video a partire da immagini, arricchendo le presentazioni finali con contenuti animati.
Infine, si introduce anche Newarc.ai, che genera immagini di alta qualità, consente l’uso di prompt negativi e offre visualizzazioni su avatar virtuali, facilitando la presentazione del prodotto senza fotografie reali. La piattaforma adotta inoltre standard elevati di security & compliance nella gestione dei dati, motivo per cui sappiamo essere utilizzata anche da grandi brand della calzatura sportiva.
Le competenze insostituibili
La creatività e la capacità tecnica restano insostituibili. Da una parte, l’intelligenza artificiale non riduce l’importanza della cultura del prodotto, al contrario, la rende ancora più cruciale. Valentino Parlato spiega che l’IA spesso imita forme presenti online e aggiunge: “ Se affidi la parte creativa all’IA ottieni un collage di immagini o elementi presi dall’ecosistema digitale o prodotti già esistenti. Non sarà mai innovazione.” .”
Dall’altro lato, gli strumenti creano immagini senza comprendere le logiche costruttive reali. “L’IA può restituire un prodotto credibile, ma se non conosci la costruzione di scarpe o borse non sai se quello che vedi è realizzabile in concreto”
Caso di Studio: Gabriel Robustelli
Un esempio concreto dell’efficacia di questo approccio è il progetto finale di Gabriel Robustelli, diplomato del corso annuale di calzatura. Il suo progetto nasce da uno schizzo a mano, sviluppato poi digitalmente con Photoshop attraverso l’inserimento di materiali, texture e riferimenti visivi.
Per la parte rendering, ha utilizzato Vizcom, caricando il collage dei materiali e il disegno digitale: il tool ha generato interpretazioni realistiche del concept, perfette per la presentazione. Non soddisfatto di fermarsi al render statico, Gabriel ha scelto di dare vita alle sue scarpe utilizzando Higgsfield, una piattaforma IA per la creazione di video. Il risultato è una sfilata con avatar che ha trasformato il progetto in un’esperienza immersiva.
La combinazione di tecnica tradizionale, design digitale e IA ha reso la sua collezione leggibile, credibile e perfetta per portfolio e personal branding.
DISEGNO DIGITALE CON COLLAGE DI TEXTURE E PELLI COME RIFERIMENTI RISULTATO FINALE REALIZZATO CON VIZCOM. ILLUSTRAZIONE DI GABRIEL ROBUSTELLI, STUDENTE DEL CORSO SHOE ONE-YEAR DIPLOMA.
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Footwear Innovation Day 2025, Arsutoria School in prima fila
Dal Making of School Edizione gennaio 2026 - In dialogo con Alberto Franco, Chief Technology Officer di design&develop, per capire quali segnali arrivano oggi dall’innovazione applicata alle calzature.
Il 28 novembre, nel cuore del distretto di Montebelluna, si è tenuta la seconda edizione del Footwear Innovation Day, una giornata che ha riunito aziende, designer e sviluppatori attorno a un’unica domanda: che direzione sta prendendo l’innovazione nella calzatura? Era presente anche una delegazione di Arsutoria School che ha avuto la preziosa occasione di mettersi in ascolto di voci autorevoli per capire le principali direzioni di innovazione che stanno prendendo le aziende calzaturiere.
Foto per gentile concessione di Design&Develop. Il team di Arsutoria nella prima fila durante il Footwear Innovation Day 2025, tenutosi a Montebelluna.
Abbiamo chiesto ad Alberto Franco, Chief Technology Officer di design&develop, e curatore dei contenuti dell’evento, di aiutarci a interpretare i messaggi più significativi emersi sul palco. Ne è nata una conversazione ricca di spunti utili anche per chi in questo momento si sta formando.
Quali argomenti sono stati presentanti?
“Quest’anno abbiamo deciso di dividere l’evento in quattro blocchi tematici, uno in più rispetto alla prima edizione del 2023. Rappresentano un approfondimento su quelli che per noi sono i punti cardine dello sviluppo calzaturiero: design, engineering e produzione. Le sessioni sono state:
Innovation in fabrication, dove abbiamo presentato le tecnologie più innovative nel panorama della fabbricazione, dalla tomaia alla suola fino ai sistemi che permettono di ridurre i componenti e aumentare l’automazione.
Product end-of-life, tema reso ancora più urgente dalle nuove regolamentazioni. Abbiamo coinvolto Contarina SPA — una vera eccellenza europea nella gestione dei rifiuti — insieme ad AIR Coop e Plastic Sort per offrire non solo una panoramica sui vincoli normativi, ma anche soluzioni concrete.
Digital transformation, un argomento per me fondamentale e ancora poco sviluppato nel nostro territorio. Le presentazioni hanno mostrato che oggi la digitalizzazione può essere adottata con strumenti open e interconnessi, molto più flessibili rispetto a quanto visto in passato.
Design for purpose, un blocco dedicato alle ispirazioni e alla progettazione orientata all’uso reale. Dopo interventi molto tecnici, era importante tornare ai vincoli e alle esigenze dell’utilizzatore finale.”
Quali sono i principali messaggi che emergono dall’edizione 2025, dalle diverse presentazioni e dalle sessioni di Q&A?
“Il tema comune emerso in quasi tutti i talk è che le calzature devono essere progettate e costruite in modo più consapevole, semplificando non solo la produzione ma anche la progettazione e il fine vita del prodotto. Un altro aspetto interessante è che si è parlato pochissimo di intelligenza artificiale. Non perché non sia rilevante, ma perché ormai è percepita come uno strumento integrato, utile ma non sostitutivo del lavoro dei designer o dei tecnici.”
Quali tecnologie, tra quelle presentate, ritiene possano avere il maggiore impatto sul settore calzaturiero?
“Credo che l’impatto maggiore lo avranno le tecnologie produttive. La possibilità di riportare alcune produzioni in Europa — soprattutto nello sport e nell’outdoor — dipenderà dall’automazione. Durante la sua presentazione, Maia Zheliazkova, Computational Designer e Innovation Concept Design di On, ha dimostrato come il brand sia già in grado di produrre a Zurigo calzature ad alte prestazioni grazie agli investimenti in automazione. È una direzione che porterà a ripensare il design e i processi tradizionali di sviluppo prodotto.
Anche le normative sul fine vita giocherà un ruolo enorme. I brand saranno chiamati a contribuire allo smaltimento o al recupero delle proprie calzature, come accade già con le bottiglie di plastica. Questo spingerà molti verso costruzioni più semplici, meno materiali e maggiore attenzione ai costi.”
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Si Conclude Con Successo Il Progetto Hugo Boss X Arsutoria School
Dall'edizione di gennaio di Making of School - Il marchio ha confermato la sua fiducia nell'efficacia della formazione industry driven di Arsutoria School offrendo opportunità di internship a un diplomato.
Quando Hugo Boss ci ha condiviso la descrizione della posizione per un tirocinio nel dipartimento Design, abbiamo riconosciuto subito un profilo perfettamente in linea con ciò che formiamo nel Diploma Annuale Calzatura: una solida preparazione tecnica, creatività progettuale, padronanza dei software Adobe (Photoshop e Illustrator) e competenze nei principali strumenti 3D tipicamente usati nel settore calzatura (ICad e Rhinoceros).
Da questa affinità è nato il progetto tra la scuola e uno dei brand più importanti e certamente più innovativi del settore moda, Hugo Boss. Il risultato? Uno dei cinque diplomati del corso Annuale di Calzatura di ottobre 2025, Gabriel Robustelli, è stato selezionato per un tirocinio di sei settimane in Svizzera, a partire dal 3 novembre 2025. A seguito del diploma, Gabriel aveva avuto l’opportunità di presentare a Lineapelle il suo progetto finale “Take a Breath”: un prototipo di calzatura capace di mettere in luce sia le sue capacità creative sia la sua abilità tecnica.
Abbiamo raggiunto Gabriele durante le ultime settimane dell’intership e ci ha raccontato di non essersi sentito un pesce fuor d’acqua:“La formazione tecnica in Arsutoria mi ha permesso di partecipare alle riunioni comprendendo da subito sia il linguaggio dei designer sia quello dei tecnici; temi complessi come l’analisi delle strutture e le combinazioni dei differenti materiali scelti per la collezione erano affrontati come durante il corso. Non mi sentivo spettatore passivo, ma parte attiva del processo”..”
Il tirocinio in Hugo Boss ha permesso a Gabriel di immergersi nel lavoro di un team strutturato, dove ogni funzione dialoga in modo coordinato. “Vedere come il team di sviluppo prodotto, marketing e materiali collaborano è estremamente formativo… ciò che mi ha colpito maggiormente è la loro capacità di comunicare in perfetta simbiosi”. Allo stesso tempo il percorso gli ha offerto l’occasione di maturare una sensibilità nuova verso la costruzione delle calzature, l’armonia delle proporzioni e il ruolo dei materiali. “Ho imparato quanto ogni scelta, anche minima — una curva, una cucitura, una texture — possa definire l’essenza di una scarpa”.
GABRIEL ROBUSTELLI AL LAVORO PRESSO HUGO BOSS
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