Il 28 novembre, nel cuore del distretto di Montebelluna, si è tenuta la seconda edizione del Footwear Innovation Day, una giornata che ha riunito aziende, designer e sviluppatori attorno a un’unica domanda: che direzione sta prendendo l’innovazione nella calzatura? Era presente anche una delegazione di Arsutoria School che ha avuto la preziosa occasione di mettersi in ascolto di voci autorevoli per capire le principali direzioni di innovazione che stanno prendendo le aziende calzaturiere.

Abbiamo chiesto ad Alberto Franco, Chief Technology Officer di design&develop, e curatore dei contenuti dell’evento, di aiutarci a interpretare i messaggi più significativi emersi sul palco. Ne è nata una conversazione ricca di spunti utili anche per chi in questo momento si sta formando.
Quali argomenti sono stati presentanti?
“Quest’anno abbiamo deciso di dividere l’evento in quattro blocchi tematici, uno in più rispetto alla prima edizione del 2023. Rappresentano un approfondimento su quelli che per noi sono i punti cardine dello sviluppo calzaturiero: design, engineering e produzione. Le sessioni sono state:
- Innovation in fabrication, dove abbiamo presentato le tecnologie più innovative nel panorama della fabbricazione, dalla tomaia alla suola fino ai sistemi che permettono di ridurre i componenti e aumentare l’automazione.
- Product end-of-life, tema reso ancora più urgente dalle nuove regolamentazioni. Abbiamo coinvolto Contarina SPA — una vera eccellenza europea nella gestione dei rifiuti — insieme ad AIR Coop e Plastic Sort per offrire non solo una panoramica sui vincoli normativi, ma anche soluzioni concrete.
- Digital transformation, un argomento per me fondamentale e ancora poco sviluppato nel nostro territorio. Le presentazioni hanno mostrato che oggi la digitalizzazione può essere adottata con strumenti open e interconnessi, molto più flessibili rispetto a quanto visto in passato.
- Design for purpose, un blocco dedicato alle ispirazioni e alla progettazione orientata all’uso reale. Dopo interventi molto tecnici, era importante tornare ai vincoli e alle esigenze dell’utilizzatore finale.”
Quali sono i principali messaggi che emergono dall’edizione 2025, dalle diverse presentazioni e dalle sessioni di Q&A?
“Il tema comune emerso in quasi tutti i talk è che le calzature devono essere progettate e costruite in modo più consapevole, semplificando non solo la produzione ma anche la progettazione e il fine vita del prodotto.
Un altro aspetto interessante è che si è parlato pochissimo di intelligenza artificiale. Non perché non sia rilevante, ma perché ormai è percepita come uno strumento integrato, utile ma non sostitutivo del lavoro dei designer o dei tecnici.”
Quali tecnologie, tra quelle presentate, ritiene possano avere il maggiore impatto sul settore calzaturiero?
“Credo che l’impatto maggiore lo avranno le tecnologie produttive. La possibilità di riportare alcune produzioni in Europa — soprattutto nello sport e nell’outdoor — dipenderà dall’automazione. Durante la sua presentazione, Maia Zheliazkova, Computational Designer e Innovation Concept Design di On, ha dimostrato come il brand sia già in grado di produrre a Zurigo calzature ad alte prestazioni grazie agli investimenti in automazione. È una direzione che porterà a ripensare il design e i processi tradizionali di sviluppo prodotto.
Anche le normative sul fine vita giocherà un ruolo enorme. I brand saranno chiamati a contribuire allo smaltimento o al recupero delle proprie calzature, come accade già con le bottiglie di plastica. Questo spingerà molti verso costruzioni più semplici, meno materiali e maggiore attenzione ai costi.”
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