PRESENTANO
22-24 Febbraio 2026
Quest’anno l’obiettivo sfidante che MICAM ha proposto alla squadra dei docenti di Arsutoria School è stato di organizzare una esperienza formativa per gli studenti delle scuole di design e di moda – più di 500 nei tre giorni di fiera – che li immergesse nel vivo di “come viene prodotto un paio di scarpe” attraverso un workshop esperienziale nel quale gli studenti stessi proponessero delle idee di design da realizzare proprio in fiera.
la scarpa deve avere un design accattivante
ogni classe può portare a casa un paio di scarpe finite
gli studenti lavorano in fiera per personalizzare il design
è necessario inventare un modo semplice e veloce di produrre la scarpa in fiera
il processo produttivo deve mostrare alcune tecnologie innovative ed essere assolutamente green
Questo progetto è stato reso possibile grazie a
Poliflex and Airtunnel by Pidigi
Ribbon by Nastrotex Cufra
Embroidery by Studio Auriga
Last by Formificio Romagnolo
Footbed by Ortholite
Strobel insole by Biagioli
Suola di Vibram
ESPLOSO
Assieme ai docenti di design abbiamo pensato di realizzare un modello “barefoot”, cioè una scarpa molto leggera e flessibile che si possa indossare come una calza e che faccia sentire il piede di chi la indossa a contatto con il terreno, pur proteggendolo dalle asperità.
Come spesso si fa, siamo partiti dalla ricerca di una suola e quando si parla di suole tecniche il pensiero va ovviamente al marchio Vibram. Abbiamo scelto la suola Furo Cup, un compound di gomma tecnico, leggerissima e dal design molto accattivante.
La tomaia della scarpa ce la siamo immaginata altrettanto morbida, che fasciasse il piede per proteggerlo e dare stabilità durante la camminata e la corsa ma soprattutto fosse sufficientemente elastico per poter calzare la scarpa con grande semplicità senza bisogno di lacci o di lampo. Il materiale che abbiamo scelto è Airtunnel di Pidigi, un “engineered mesh”, molto usato in ortopedia per la sua morbidezza. Sufficientemente confortevole da poterlo usare senza una fodera interna, questo materiale offre un’ottima stabilità grazie alla struttura tridimensionale del tessuto che mantiene bene la forma del piede una volta sagomato.
Ci siamo immaginati una scarpa con una tomaia che prima di essere cucita e montata assieme alla suola potesse essere stesa come la tela di un quadro e permettesse agli studenti delle scuole di disegnarci sopra.
La soluzione che abbiamo trovato è stata quella di termo-fondere sopra il materiale scelto per la tomaia (l’Airtunnel) una pellicola in materiale termoplastico (Poliflex distribuita sempre da Pidigi) che aderisse in maniera definitiva al materiale sottostante senza bisogno di applicare alcun adesivo. Essendo realizzata in TPU la pellicola risulta un poco più rigida del materiale di tomaia, un tessuto costruito a partire da un filato poliestere cui viene aggiunto una parte di elastan che conferisce al tessuto finale una buona elasticità.
I due loop posizionati sul collo del piede e sul tallone sono stati realizzati utilizzando un nastro della Nastrotex-Cufra che è stato ricamato dalle macchine Tajima dello Studio Auriga.
Ci serviva che la tomaia fosse costituita dal numero più basso possibile di pezzi. In fiera ogni cucitura in più da realizzare avrebbe portato via tempo prezioso.
. Il materiale Airtunnel ben si presta a realizzare una tomaia senza fodera e già questo permetteva di ridurre il numero di passaggi necessari per realizzare la scarpa. In una prima fase abbiamo valutato di costruire una tomaia bassa in un pezzo unico tipica delle scarpe da running. Fatto il primo prototipo, l’estetica del modello basso non ci ha convinto completamente e abbiamo preferito mantenere un design più alto fino al malleolo tipico di un polacchino. Il modello della tomaia di un polacchino però purtroppo non si riesce a realizzare in un pezzo unico e quindi abbiamo deciso di aggiungere una spezzatura laterale al modello.
Ne è uscita una tomaia costituita da due pezzi che vanno assemblati tra loro con due cuciture (per una tomaia ad un pezzo unico sarebbe stata sufficiente una cucitura posteriore sul tallone).
Una scarpa elegante è tipicamente “montata” usando due macchine complesse e molto grandi, la premonta e la calzera, che abbiamo preferito non portare in fiera per questioni di spazio. Abbiamo quindi optato per la costruzione “strobel”, tipica delle scarpe sportive: si costruisce una calza assemblando la tomaia con un sottopiede in tessuto mediante una macchina da cucire speciale che realizza il “punto catenella”.
IL PROCESSO PRODUTTIVO
GRAZIE A
Nell'Area Academy di MICAM troverete numerose macchine, espressione dell'eccellenza italiana nel settore.
si inizia con il tavolo di taglio automatico Comelz CJ1 che ci permette di tagliare i due materiali di tomaia ed il sottopiede strobel che ci ha messo a disposizione la Biagioli
il passo successivo è quello di termo-fondere la pellicola TPU Poliflex al di sopra dell’engineered mesh Airtunnel di Pidigi; lo faremo utilizzando una pressa a caldo messa a disposizione da FAV Fratelli Alberti
si cuciono i pezzi della tomaia con le tre macchine da cucire Bramac: una macchina a zig-zag per assemblare i due pezzi della tomaia, una macchina a mezza colonna per cucire i due loop alla tomaia ed infine una macchina strobel per assemblare la tomaia al sottopiede e creare la calza tipica della costruzione
La cucitura Strobel richiede una perfetta corrispondenza tra il design della tomaia e la geometria del sottopiede. Per ottenere una linea ben definita sulla punta del modello, abbiamo deciso di includere una fase di sagomatura della punta, che ci consente di creare una linea guida nella parte anteriore della tomaia e ottenere risultati migliori nella cucitura del sottopiede Strobel. La macchina è fornita da Brustia Alfameccanica.
una volta conclusa la lavorazione della tomaia si passa alla fase di assemblaggio tra la calza e la suola; va inserita la forma in plastica prodotta dal Formificio Romagnolo e poi viene applicato al fondo della tomaia l’adesivo di Industrie Chimiche Forestali usando la pistola a spruzzo nel banco colla che ci ha messo a disposizione Sabal
un adesivo PU a base acqua ci permette di evitare il solvente tradizionalmente usato come mezzo di dispersione dell’adesivo; questa scelta richiede l’utilizzo di una macchina che velocizzi l’evaporazione dell’acqua: un piccolo forno Elettrotecnica BC; una volta evaporata l’acqua, l’adesivo poliuretanico non è immediatamente appiccicoso: sulla superficie del supporto resta il cosiddetto “residuo secco”, cioè un film solido che deve essere riattivato per innescare l’adesione; Elettrotecnica BC ci ha messo a disposizione anche un riattivatore cioè un sistema di lampade che scalda l’adesivo e permette di procedere con il lavoro
per completare l’adesione, i due supporti (il fondo della tomaia e la suola) devono essere pressati tra loro; la pressione è un fattore fondamentale che otteniamo grazie alla innovativa pressa a membrana Mec-Val con un sistema a raggi X che ci permette di vedere su uno schermo cosa avviene mentre la suola viene pressata sulla tomaia
l’ultimo passaggio di costruzione è cucire la parte laterale della suola a cassetta di Vibram alla tomaia; usiamo una macchina da cucire speciale Ciucani con un braccio ed un ago particolari
terminato l’assemblaggio, togliamo la forma dalla scarpa e inseriamo un fussbet, un sottopiede della Ortholite rifilato usando una fustella preparata dal Fustellificio Cleda; il fussbett aggiunge confort alla calzata della scarpa; al di sotto del sottopiede è stato posizionato un tag NFC fornito da BAT, la divisione di innovazione di Brustia Alfamecanica; il tag è collegato all’indirizzo di questa pagina online che stai leggendo: basta posizionare lo smartphone vicino alla suola della scarpa per aprire automaticamente sul browser del telefono la pagina che spiega la storia di questo progetto
la scarpa a questo punto è pronta per essere inserita nel sacchetto in cotone e consegnata al suo nuovo proprietario
TUTTO DAL VIVO
2026
Milano
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Un'iniziativa congiunta di Arsutoria School, MICAM e Simac Tanning Tech